Diminuisce la disoccupazione: Agosto 7,9%

Torniamo a parlare di disoccupazione perchè sono disponibili i nuovi dati definitivi del mese di Agosto. La situazione è per molti versi migliorata visto che la disoccupazione è scesa al 7,9% (prima era all’8%) con circa 83 mila disoccupati in meno rispetto allo stesso periodo del 2010. Una percentuale irrisoria ma che, se venisse confermata nei prossimi mesi, potrebbe dare vita ad un’inversione di tendenza dando la spinta per un trend rialzista che ci possa far tornare a crescere a livelli competitivi rispetto alle altre nazioni dell’eurozona.

Tuttavia analizzando bene i dati si scopre che non sono tutte rose e fiori perchè se da un lato diminuisce la disoccupazione complessiva continua ad aumentare quella dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni.

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Il Tesoro valuta possibili dismissioni

Se ne era parlato in più occasioni anche qui su economyonline ma a quanto pare ora anche il ministero del Tesoro stà prendendo seriamente in considerazione l’ipotesi di valorizzare i beni pubblici con un piano di dismissioni per ridurre il debito del nostro paese. Un piano che possa ottimizzare l’enorme patrimonio (fatto di immobili, società non strategiche, asset finanziari e brevetti) che, attualmente, frutta poco o niente allo Stato gravando sul debito pubblico. Sull’argomento, effettivamente, si potrebbe dibattere a lungo perchè esistono diversi proprietà immobiliari semi abbandonate che potrebbero fruttare molto alle casse dello stato e, attraverso un intelligente piano di recupero di privati creare del valore aggiunto per la comunità.

Ma al vaglio di tremonti non ci sono solo dismissioni ma anche valorizzazioni di beni di proprietà dello stato che attualmente non vengono utilizzati o non sfruttati appieno.

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Fiducia, nuova flessione nell’eurozona

Come era ampiamente prevedibile, il livello di fiducia nell’eurozona è calato rapidamente nel corso del mese di settembre, riflettendo tutte le difficoltà che i Paesi membri stanno affrontando, al fine di evitare una pericolosa reazione a catena nell’ipotesi di un default sostanziale o formale da parte della Grecia, e non solo.

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Aumenta la spesa nella pubblica amministrazione

A rilevarlo è l’Istat che nel suo rapporto rileva una crescita dell’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche in rapporto al Pil per quanto riguarda il secondo trimestre 2011. L’indebitamento, infatti, cresce dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2010 portandosi al 3,2% del pil. Si tratta di un aspetto non più trascurabile specialmente quando il paese si trova a dover affrontare una crisi senza precedenti che rischia di avviare la nostra economia verso un periodo di durissima recessione.  Proprio per questo non si sono fatte attendere le repliche a questi dati diffusi dall’Istat che appaiono come l’ennesima beffa ai danno degli italiani.

Tuttavia se si prende a riferimento l’intero trimestre del 2011 si può notare che nel complesso c’è stata una leggerissima flessione della spesa pubblica.

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Parlamento tedesco vota si al piano salvastati

Oggi le borse avevano aperto in netto calo confermando il trand negativo di ieri. Tuttavia dopo le prime contrattazioni qualcosa si era mosso facendo tornare i listini, seppur di poco, con il segno + in attesa del tanto discusso voto del parlamento tedesco sull’aumento del piano “Salva stati” che dovrebbe servire a scongiurare l’effetto domino di un probabile default della Grecia. Si tratta di una notizia che il mercato aspetta con ansia perchè dal giudizio tedesco dipenderà l’esito della crisi del paese ellenico e la possibilità di scongiurare l’eventuale contagio anche agli altri paesi del mediterraneo.

Proprio questa attesa si è concretizzata con l’andamento nervoso delle principali piazze europee che, di fatto, davano grande importanza al voto proprio per il ruolo dominante svolto dalla Germania in questo momento di gravissima crisi internazionale.

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Assicurazioni: mercato vale 90 miliardi in più

Stando all’ultimo studio redatto dalla società di consulenza Accenture il mercato assicurativo italiano potrebbe valere circa 90 miliardi di euro in più. Questa quota potrebbe essere raggiunta approfittando della necessità di protezione delle famiglie italiane specialmente per quanto riguarda le assicurazioni mediche e quelle sulla casa, ancora poco diffuse.

Le famiglie, infatti, complice anche una crisi economica molto pesante, fanno fatica ad affrontare spese improvvise e le compagnie di assicurazione potrebbero intercettare questo bisogno e incrementare il proprio fatturato.

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