Aumentano i rendimenti dei conti deposito

Per gli amanti dei conti deposito ci sono delle ottime notizie, visto che praticamente tutti gli istituti di credito stanno puntando su questo prodotto per acquisire capitali offrendo tassi di interesse molto alti. L’ultimo in ordine di tempo è Fineco che ha ritoccato al rialzo il tasso di interesse portandolo fino al 4,3%, un rendimento fino a poco tempo fa impensabile che può offrire una grandissima opportunità per tutti quei risparmiatori che vogliano proteggere i propri soldi dalla crisi finanziaria evitando soluzioni di investimento rischiose come quelle relative alle azioni o alle obbligazioni.

Quando si parla di interessi dell’ordine del 4% lordo parliamo di rendimenti altissimi in confronto a quelli pagati sui normali conti correnti bancari, che rasentano il ridicolo, tanto che sempre più risparmiatori spaventati dall’andamento delle borse, vedono in questi prodotti la giusta soluzione per assicurare ai propri risparmi un minimo di rendimento senza dover correre il rischio di perdere tutto per qualche capriccio dei listini.

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Banca Intesa lancia 13 Start Up all’estero

La divisione del gruppo bancario Intesa Sanpaolo che si occupa di lanciare nuove idee imprenditoriali italiane che vogliono operare all’estero lancerà 13 nuove Strat Up in Inghilterra e Francia. La “Intesa Sanpaolo Start-up Initiative“, infatti, il 6 e l’11 Ottobre sarà rispettivamente a Londra e Parigi per presentare delle neo imprese a potenziali investitori.  Un’iniziativa molto importante che permetterà alle Start up più innovative di entrare subito in contatto con il mondo del business e della finanza dei paesi europei con un vantaggio non indifferente in termini di visibilità e budget.

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Moody’s taglia il rating al debito italiano

Il verdetto era atteso ma la decisione di Moody’s di declassare il debito italiano da Aa2 ad A2 non poteva non generare clamore nel mondo dell’economia (meno) e della politica (molto di più). Perchè se da un lato c’è chi prova a minimizzare (vedi il governo) dall’altra parte c’è chi prova a trarre giovamento da questo ennesimo giudizio negativo (vedi le opposizioni).

La verità è che il nostro debito pubblico è mostruoso e la nostra economia non cresce ma non c’era bisogno certo ne di Moody’s ne di S.&P. (che ricordo aveva declassato il debito italiano da A+ ad A) per capirlo.

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Il 32% degli italiani cambia assicurazione

Gli italiani non rimangono fedeli alla propria compagnia di assicurazione: è questo dato che emerge dall’inchiesta diffusa da Facile.it secondo cui ben il 32% degli italiani ha cambiato compagnia assicurativa per risparmiare sulla polizza rc auto.

Insomma le cose sembrano cambiate rispetto al passato quando si rimaneva fedeli alla propria compagnia, magari anche per via del rapporto di ficucia con l’assicuratore. Oggi, invece, il risparmio spinge tantissimi italiani a cercare sempre soluzioni più economiche che permattano di risparmiare.

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Le Vendita di auto calano del 5,7%

Arrivano i dati della motorizzazione sulle immatricolazioni di auto del mese di Settembre e non c’è nulla di che stare allegri: -5,7% sullo stesso periodo del 2010. Ovviamente c’era da aspettarselo vista la congiuntura economica caratterizzata da una crisi finanziaria sempre più forte e difficile da gestire ma un calo del genere rispetto al (già di per se pessimo) 2010 non è proprio un dato che fa ben sperare. D’altronde si tratta di qualcosa di inevitabile visto anche il continuo rincaro dei prezzi del carburante e la crisi economica che ha ridotto, sensibilmente, il potere di acquisto delle famiglie italiane.

Le immatricolazioni di auto lo scorso mese sono state 146.388 contro le 155.231 di settembre 2010; anche i passaggi di proprietà sono calati di quasi il 4% passando dalle 389.900 unità alle 375.747 dello scorso mese.

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Tasse, quelle italiane sono tra le più alte d’Europa

Stando a quanto affermato dalla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, pubblicato il 22 settembre, la pressione fiscale è cresciuta, e continuerà a salire in maniera significativa. Secondo le stime ufficiali compiute dal governo, infatti, la pressione fiscale ha subito un aumento di un punto percentuale nel 2010, confermandosi – con il 42,6% – tra le più elevate del vecchio Continente. Insomma brutte notizie per i contribuenti italiani che continuano a vedersi in cima alle principali classifiche europee sui paesi in cui la pressione fiscale è più alta.

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