Diminuisce la disoccupazione: Agosto 7,9%

Torniamo a parlare di disoccupazione perchè sono disponibili i nuovi dati definitivi del mese di Agosto. La situazione è per molti versi migliorata visto che la disoccupazione è scesa al 7,9% (prima era all’8%) con circa 83 mila disoccupati in meno rispetto allo stesso periodo del 2010. Una percentuale irrisoria ma che, se venisse confermata nei prossimi mesi, potrebbe dare vita ad un’inversione di tendenza dando la spinta per un trend rialzista che ci possa far tornare a crescere a livelli competitivi rispetto alle altre nazioni dell’eurozona.

Tuttavia analizzando bene i dati si scopre che non sono tutte rose e fiori perchè se da un lato diminuisce la disoccupazione complessiva continua ad aumentare quella dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni.


In questa fascia di età, infatti, ben il 27,6% dei giovani non studia e non lavora. Quello che più preoccupa è la mancanza di motivazione che colpisce circa un ragazzo su 3 e che avrà serie ripercussioni negli anni a venire perchè si verrà a formare una classe di lavoratori con poca esperienza sul campo e un ascarsissima preparazione di base.

Inoltre c’è da prendere in considerazione anche un altro aspetto. I dati del mese di agosto sono spesso poco attendibili perchè frutto, in parte, dei lavori stagionali del settore turistico quando hotel, villaggi, stabilimenti balneari e ristoranti assumono stagionalmente per far fronte alla maggiore domanda.

Quindi per avere un chiaro completo della situazione dell’occupazione nel nostro paese occorrerà aspettare i dati definitivi del mese di Settembre così da poter verificare se la disoccupazione realmente stia seguendo un trand negativo o positivo.

Da Bruxelles, infatti, giungono pareri non proprio positivi visto che la commissione sottolinea come gli interventi di austerity presi dall’Italia per fronteggiare la crisi economica stiano provocando una ripresa troppo debole (come testimoniano anche i dati sui consumi). E se le famiglie italiane non consumano altro non si può produrre che un mercato del lavoro instabile dove 1 giovane su 3 è senza un impiego.

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