Moody’s torna in scena con nuovi declassamenti

L’odierna giornata di trading si apre con un nuovo declassamento da parte dell’agenzia di rating statunitense Moody’s infatti anche il Giappone ha subito la medesima sorte già toccata ad una lunga lista dei Paesi nel corso del 2011. La valutazione del colosso economico nipponico scende da AA2 ad AA3 come tutte le maggiori economie mondiali che stanno soffrendo a causa del proprio debito pubblico e della lenta crescita economica. Una situazione complessa che sta rischiando di mettere in dubbio la ripresa dell’economia che tutti gli analisti davano per certa già a partire dai primi mesi del 2011.

Quest’anno il Giappone ha affrontato nel mese di marzo l’immane doppio disastro dello tsunami e della successiva crisi nucleare di Fukushima e Moody’s ha indicato nel suo giudizio anche l’incapacità del Governo nipponico di dare risposte immediate e concrete a questa situazione di profonda crisi.

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Lavoro, nel 2011 si perderanno quasi 90 mila posti

Che il mercato del lavoro italiano non godesse di una splendida salute era ben noto. Ora però anche Unioncamere arriva a legittimare i commenti negativi sul nostro scenario occupazionale, arrivando a prevedere che entro la fine del 2011 il mercato delle carriere italiane brucerà circa 88 mila posti di lavoro, “figli” della crisi economica che sta colpendo il nostro Paese, il nostro Continente, il nostro mondo.

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Crisi economica: l’impatto è mondiale

La crisi economica che ha colpito in maniera più ingente l’Europa e gli Stati Uniti avrà serie ripercussioni sulla crescita mondiale. A sostenerlo è Morgan Stanley, che in occasione della pubblicazione delle proprie ultime analisi ha affermato di esser stata costretta a rivedere al ribasso sia le stime per la produzione interna lorda del Pianeta nel 2011, che le previsioni per il successivo 2012. Purtroppo noi di economyonline.it lo avevamo ampiamente anticipato sostenendo che le stime degli analisti che vedevano l’economia in ripresa già dal 2011 non potevano che essere sbagliate.

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Cos’è e come funziona la Robin Hood Tax

In occasione della manovra bis, recentemente varata dal Governo Berlusconi, la Robin Hood Tax è saltata nuovamente alla ribalta nazionale, scoraggiando parzialmente gli investitori delle compagnie energetiche (che nelle sessioni di negoziazione successive all’annuncio dell’implementazione della nuova fase di tale imposta hanno faticato parecchio per ritrovare l’equilibrio). Si tratta di un qualcosa che andrà a penalizzare il settore o porterà dei vantaggi concreti alle casse del nostro paese centrando, di fatto, l’obiettivo del governo?

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Equitalia, rateazioni oltre quota 1,3 milioni

Sono sempre di più le rateazioni richieste (e concesse) in materia di pagamento delle tasse. Stando a quanto affermato da Equitalia, infatti, al 30 luglio 2011 erano oltre un milione e trecento mila le rateazioni formalizzate, per un controvalore che attualmente si aggira intorno alla cifra di 16,9 miliardi di euro. Un dato significativo che testimonia la necessità di aziende e liberi professionisti di rateizzare le tasse per far fronte alla nuova ondata di crisi che si sta abbattendo sul nostro paese e sull’Europa in genere. Ad oggi, infatti, continua ad aumentare il numero di imprenditori in difficoltà stretti tra il forte calo delle vendite dovuto ad alla diminuzione del potere di acquisto delle famiglie italiane e alla stretta sul credito applicata dalle banche.

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Riassumiamo la Manovra BIS in 10 punti

La manovra Bis è diventata realtà, con nuove misure che dovrebbero consentire all’Italia di poter perseguire l’obiettivo del pareggio di bilancio nel medio termine e, nel  brevissimo, conferire messaggi di rassicurazione ai turbolenti mercati finanziari che nelle scorse settimane hanno agito con condotte speculative sulla nazione. Quello che si aspetta, quindi, sembra essere un periodo estremamente duro fatto di manovre volte a ridurre quanto più possibile gli sprechi di bilancio, il che vorrà dire tagliare numerosi servizi ai cittadini.

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