Bot sempre meno convenienti!

Molti italiani sono sempre più indecisi su come investire i propri risparmi per evitare che vengano “mangiati” dall’inflazione. Uno strumento molto interessante per via del suo basso rischio è rappresentato dai Buoni ordinari del tesoro. Tuttavia non sempre questo strumento finanziario ha ricoperto un grande interesse per via dei propri rendimenti. Il rendimento dei buoni ordinari del tesoro , infatti, scende sempre più giù. Nell’asta del 12 gennaio 2010, quello sui titoli di Stato trimestrali ha infatti siglato un nuovo record (negativo), mentre l’asta per i Bot annuali si è pericolosamente avvicinata alla soglia minima raggiunta pochi mesi fa.

piazza affari

Più nel dettaglio, l’asta trimestrale ha chiuso un rendimento pari a 0,37%, peggio dello 0,385% riscontrato nel mese di settembre. Tenendo in considerazione che allo 0,37% di rendimento (lordo) occorre detrarre la ritenuta fiscale (del 12,5%) e le commissioni applicate dagli istituti di credito per l’operazione, ne deriva un rendimento complessivo originato dalla transazione pressoché nullo.

Nessuna soddisfazione significativa nemmeno per le operazioni annuali con scadenza al 14 gennaio 2011, che hanno registrato un rendimento annuale lordo dello 0,795%, che al netto delle commissioni bancarie e della ritenuta fiscale, produce comunque una redditività netta inferiore allo 0,4%. Non si tratta tuttavia di un minimo storico, raggiunto nel mese di settembre con un rendimento lordo dello 0,741%.

Nonostante questi presupposti parzialmente attesi, la domanda di buoni ordinari del tesoro si mantiene sempre piuttosto sostenuta, e in ogni caso ben superiore all’offerta.

Per ciò che concerne di Bot trimestrali, ad esempio, la domanda è stata pari a 9,1 miliardi di euro contro un’offerta di 3,5 miliardi; nel caso dei Bot annuali, invece, la domanda ha toccato i 12,06 miliardi di euro, contro un’offerta di 7,5 miliardi.

Questo, seppur significativo per lo stato di salute della nostra economia, deve far riflettere circa la convenienza di investire i propri risparmi utilizzando i titoli di stato italiani. In alternativa, infatti, si può optare per altri strumenti, come i conti deposito, che al momento dovrebbero garantire un rendimento maggiore oltre, ovviamente, al capitale garantito.

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