Chevron, possibile taglio di 2.000 lavoratori

La stampa americana è convinta che Chevron sia in procinto di tagliare circa 2 mila risorse umane nelle proprie strutture.

Chevron, una delle compagnie petrolifere più importanti degli Stati Uniti, secondo la stampa americana sarebbe in procinto di ridurre le proprie risorse umane di circa 2 mila unità: un taglio che dovrebbe riguardare soprattutto le divisioni marketing e quelle relative alle operazioni di raffineria del greggio. Una notizia non certo positiva vista l’alta disoccupazione che continua ad affliggere gli Stati Uniti.

chevron

Se quanto sopra predetto dovesse rivelarsi realtà, significherebbe un’ulteriore notevole contrazione nella forza lavoro di Chevron: la compagnia infatti, ammesso che la nuova riduzione venga effettivamente operata, avrebbe diminuito le proprie risorse umane di 3.900 unità in due anni, pari a circa il 20% dell’organigramma complessivo.

Per i media nordamericani la riduzione ora delineata sarebbe una conseguenza delle operazioni di vendita di alcune strutture europee, nei Caraibi e in America Centrale.

Chevron dovrebbe inoltre riposizionare alcune transazioni alle Hawaii e in Africa, con un risparmio oltre i 100 milioni di dollari nel solo primo trimestre.

Nei mercati che attualmente rappresentano il maggior peso sul bilancio di Chevron in termini di ricavi – il Nord America e l’Asia – Pacifico – la compagnia invece confermerà le proprie operazioni.

Per la stampa americana, inoltre, simili decisioni potrebbero essere intraprese dai principali concorrenti di Chevron durante il corso dei prossimi mesi. Un riassetto della forza lavoro con un deciso taglio dei lavoratori considerati in esubero sembra essere, ormai, al vaglio della maggior parte delle aziende internazionali.

Tagliare sulla forza lavoro, infatti, significa poter tagliare le spese in maniera pressoche immediata andando a correggere eventuali problemi dovuti al calo delle vendite generalizzato un po in tutti i settori complice, anche, la crisi economica che sta stravolgendo quelli che sono gli equilibri di mercato.

Non resta che aspettare ancora qualche mese per capire quali potranno essere gli sviluppi per l’anno in corso.

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