Partecipate, arriva la stretta: ok del Cdm al decreto Madia

riforma madia

Dare una sforbiciata netta al numero di partecipate pubbliche partendo da quegli organismi che hanno un fatturato esiguo e un numero di dipendenti basso (se non addirittura nullo). E’ su questi binari che si muove il decreto sulle partecipate, uscito venerdì dal Consiglio dei ministri, dopo che la sentenza della Corte Costituzionale aveva imposto un maggiore coinvolgimento degli enti locali da parte del decreto stesso.

Il testo vieta le società “scatole vuote”, cioè quelle società che sono prive di dipendenti o che hanno un numero di dipendenti molto basso (cioè inferiore a quello degli amministratori). Inoltre il taglia-partecipate voluto dal governo punta il dito anche contro quelle società che nell’ultimo triennio hanno presentato un fatturato al di sotto del milione di euro, nonché quelle inattive che quindi non hanno neanche emesso fatture. Infine, funzionalità ed efficienza: da questo punto di vista la legge Madia prevede che saltino anche le società che fanno la stessa cosa nello stesso comune, o che, pur non sovrapponendosi con altre concorrenti, vengono da quattro bilanci in rosso negli ultimi cinque anni.

In pratica, a sopravvivere saranno soltanto quelle “strettamente necessarie ai fabbisogni della collettività”. Ciò significa che gli ambiti di attività saranno servizi pubblici, opere pubbliche sulla base di un accordo di programma, servizi pubblici o opere pubbliche in partenariato pubblico/privato, servizi di committenza, servizi strumentali e valorizzazione del patrimonio immobiliare dell’amministrazione.

Le norme avranno un impatto molto forte sulla galassia delle partecipate pubbliche. Stando ai dati forniti dalla Corte dei Conti, gli organismi rilevati sono 7.181, ma solo per poco più della metà di questi sono disponibili dei dati di bilancio relativi all’esercizio 2014. Inoltre in 1.279 organismi, 776 dei quali sono società, si registra un numero di dipendenti inferiore a quello degli amministratori. Per quanto riguarda invece gli organismi che registrano un fatturato inferiore al milione di euro, in Italia ci sono 1.860 realtà che corrispondono a questa definizione.

Ciò significa che saranno davvero molte le partecipate pubbliche che, proprio per il fatto di rientrare nelle definizioni del decreto Madia, finiranno per sparire di qui a breve.

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