Aumentano disoccupati e lavoratori in nero

Stando alle ultime tabelle rilasciate dall’Istat aumentano i lavoratori disoccupati mentre quelli irregolari subiscono una leggerissima flessione (in sostanza rimangono stabili rispetto al 2009). In sostanza, secondo l’istituto nazionale di statistica, la crisi economica ha bruciato circa 196 mila posti di lavoro solo nel 2010 portando la cifra complessiva di lavoratori a 24 milioni e 643 mila.

Come dicevamo il dato riguarda principalmente i lavoratori regolari ma, analizzando affondo le tabelle non manca qualche spiacevole sorpresa.


Lavoro irregolare per settori

Per quanto riguarda i lavoratori regolari, come abbiamo detto, c’è stato un calo di 191 mila unità rispetto al solo 2009 con una percentuale di lavoratori in nero che sale al 10% del totale.

I settori più negativi sono quello dei servizi che rappresenta il comparto con il numero più alto di lavoratori senza alcun contratto di lavoro (circa 1 milione e 792 mila persone) e quello agricolo che può vantare il triste primato del maggior numero in percentuale di irregolari che rappresentano il 37,4% del settore.

Tra il comparto dei servizi il settore che più di ogni altro non si vuole mettere in regola è quello dei collaboratori domestici (quindi colf, badanti, ecc): basti pensare che 1 su 2 è irregolare agli occhi dell’Inps con tutti i rischi del caso per le famiglie che non si adeguano alle normative.

Ora c’è da attendere i prossimi dati, ossia quelli che verranno pubblicati dall’Istat il prossimo anno e che riguarderanno il 2011 ma c’è chi è già pronto a scommettere che la situazione non sia migliorata di molto. Eppure una lottà al lavoro nero potrebbe, oltre a garantire maggiore sicurezza ai lavoratori stessi, anche un maggior gettito nelle casse dell’Inps che proprio così tanto in salute non è.

Posti di lavoro vacanti

Infine sorprendono i dati relativi ai posti vacanti nell’industria e nei servizi, ossia quei posti disponibili ma a cui non si riesce a trovare il corrispettivo lavoratore: il dato del 2010 è dello 0,9% aumentato di uno 0,2% rispetto al 2009. Un dato che fa riflettere e che fa sorgere una domanda: si tratta di lavori che nessun vuol fare nonostante la crisi o mancano figure specializzate per quelle posizioni?

Credo sia più plausibile la seconda ipotesi e, proprio per questo, sarebbe opportuno da parte degli enti locali avviare delle campagne di formazione professionale in accordo con le aziende per formare lavoratori specializzati nelle areee specifiche in cui la domanda continua a crescere.

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