Monti vuole una super ici su 2° e 3° casa

Il tempo stringe e il governo sta cercando di accellerare i tempi per varare una manovra finanziaria che permetta all’Italia di reperire le risorse di cui a bisogno cercando di colpire dove i soldi ci sono. Per questo sembra certa l’introduzione di una sorta di super ici che vada a colpire le categorie più abbienti, ossia chi è proprietario di seconda e terza casa. Quella che già in molti hanno ribattezzato la “patrimoniale sugli immobili” dovrebbe colpire in modo diverso a seconda del valore stesso dell’immobile e al numero di proprietà che si detengono.

Insomma Monti sembra aver capito che per far accettare i forti sacrifici chiesti alle famiglie italiane è necessario dare un segnale chiaro che tutti saranno chiamati a contribuire al risanamento del paese in funzione delle proprie possibilità.

L’aspetto sociale, infatti, non può essere escluso se si vuole procedere in maniera spedita approvando le norme in tempi strettissimi, come quelli che si è imposto il governo. D’altronde, come hanno sottolineato anche gli altri leader europei, l’euro rischia di scomparire e si appresta a vivere il momento più difficile della sua esistenza.

L’introduzione di una tassa sulla casa molto più pesante per chi detiene più immobili potrebbe essere un segnale chiaro della volontà di chiedere di più a chi più ha. Come abbiamo detto la misura sarebbe ancora in fase di studio ma, con ogni probabilità, sarà determinata in funzione del valore degli immobili stessi e del numero di proprietà che si possiede.

Ma perchè proprio le case?

Il perchè di una manovra del genere è presto detto. L’Italia è uno dei paesi al mondo con il maggior numero di proprietari di casa in rapporto alla popolazione. Come lo stesso Monti ha sottolineato nel suo discorso iniziale alle camere, l’assenza di una tassa sulla prima casa voluta da Berlusconi è un’anomalia tutta Italiana.

Tuttavia lo stesso Monti sa che, per far accettare la reintroduzione dell’ici sulla prima casa, è necessario colpire in misura maggiore chi ha di più aumentando la pressione fiscale su chi ha più immobili.

Intanto già cominciano a farsi sentire le prime critiche al provvedimento da parte di chi sostiene che i veri ricchi non verranno minimamente colpiti da questi provvedimenti in quanto, spesso, gli immobili sono intestati a società fiduciarie o a società con sede in paradisi fiscali.

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