La Fed lascia invariati i tassi

La Federal Reserve ha fatto sapere, al termine della riunione di ieri sera, che non alzerà i tassi di interesse prima del 2014. La banca guidata dall’apprezzatisimmo Ben Bernanke ha deciso di mantenere i tassi su livelli prossimi allo zero ancora per 2 anni così da dare stimolo alla crescita (che a detta dello stesso Bernanke, sarà modesta ancora per diversi mesi) e contenere la disoccupazione che rappresenta ancora un rischio per l’economia americana. Un risultato migliore di quelle che erano le aspettative degli analisti che ipotizzavano un blocco dei tassi solo per un anno, quindi solo fino al 2013.

L’obiettivo della Fed è quello di tenere l’inflazione su livelli sopportabili (si parla di riuscire a tenere l’inflazione sotto il 2%) così da assicurare stabilità nei prezzi ancora a lungo e favorire i consumi che, seppur lentamente, continuano a crescere. Ma si tratta ancora di una crescita troppo lenta specialmente per un paese come gli USA con un economia basata interamente sul credito dove se non si cresce non si può far fronte ai debiti.

Una delle note dolenti, tuttavia, è il comparto immobiliare che, secondo la Fed, rimane depresso. Per quanto riguarda il pil, invece, la banca americana prevede una crescita compresa tra il 2,2 e il 2,7% nel corso del 2012 con la disoccupazione che dovrebbe attestarsi tra l’8,2 e l’8,5%.

Insomma Bernanke si dice moderatamente ottimista sull’economia americana che sembra stia dando segnali di miglioramento anche se la crisi dei mercati finanziari rappresenta ancora un pericolo molto forte, specialmente per quanto riguarda la crisi del debito dei paesi europei.

Ancora una volta il problema, secondo gli americani, arriva dalla sponda europea la cui crisi potrebbe deviare la debolissima crescita americana.

In realtà l’Europa sta combattendo da mesi questa crisi e i paesi maggiormente coinvolti (tra cui Spagna, Italia, Portogallo e Francia) hanno attuato delle misure “importanti” che potrebbero dare vita ad un vero e proprio paradosso: tra qualche anno, quando tutto sarà alle spalle e le misure prese in questi mesi saranno andate a regime, i paesi europei potrebbero uscirne molto più solidi di prima e con un’economia dal potenziale enorme.

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