UE: approvato il patto di bilancio

Quella di ieri è stat una giornata ricca di novità e di dati che ci interessano molto da vicino. Parliamo, ovviamente, del vertice europeo che ha portato alla firma del nuovo patto di bilancio e dei dati relativi al rapporto deficit pil del nostro paese nel corso del 2011. Ma cerchiamo di andare con ordine per analizzare uno ad uno questi dati e cercare di capire quali saranno gli effetti sui mercati finanziari e sull’economia reale nelle prossime settimane. Per prima cosa vediamo come si è concluso il vertice europeo che, in un modo o in un altro, ha segnato un punto a favore di una eventuale ripresa dell’economia del vecchio continente. Se da un lato è vero che la crisi greca è ancora molto lontana dall’essere risolta, è altrettanto vero che con il fiscal compact varato ieri l’Europa risulta essere più unita tanto che già si comincia a parlare di misure per stimolare la crescita.

Il prossimo step, per quanto riguarda il patto di bilancio, è quello della ratifica a livello nazionale del provvedimento deciso a livello europeo. Spetterà ai parlamenti delle singole nazione rendere effettivo il fiscal compact in tempi brevi per garantire la massima stabilità finanziaria dell’eurozona.Secondo il premier Monti quello appena concluso è stato un vertice estremamente positivo come testimoniano le parole rilasciate ai microfoni dei giornalisti alla conclusione degli incontri: “sono soddisfatto perchè erano 2 anni che ad un vertice Ue non ci si dedicava a temi diversi dalla crisi finanziaria“.

Il presidente francese Sakozy, invece, in un attacco di euforia sottolinea come parte del merito sia proprio del premier italiano che grazie alle sue importanti riforme ha permesso di abbassare fortemente le tensioni sulla zona euro. Tuttavia a spaventare i mercati ci hanno pensato le parole della Merkel, come al solito la più pessimista, che ha sottolineato il risultato importante raggiunto dal vertice ma mettendo in guardia dal lasciarsi prendere da facili entusiasmi.

Secondo la cancelliera tedesca la situazione resta molto fragile e i passi da fare per traghettare l’Europa definitivamente fuori dalla crisi sono ancora molti.

Ma come stanno realmente le cose?

Se analizziamo la situazione dei paesi in maggiore difficoltà notiamo che non ci sono sostanziali differenze. La Grecia continua ad essere un paese drammaticamente in crisi che verrà portato al default in maniera graduale per evitare contagi. Il portogallo resta un sorvegliato speciale e il paese che più di ogni altro rischia di essere contagiato dalla crisi della Grecia.

Preoccupante anche la situazione legata ai paesi dell’est europa, prima tra tutti l’Ungheria paese che ci vede protagonisti del sistema bancario per via della forte presenza del gruppo Unicredit nel paese.

Insomma la situazione sembra essere rimasta invariata, invece quello che si respira nell’aria è tutt’altra cosa. E qui entra in gioco l’Italia. Il nostro paese, nonostante sia ancora fortemente a rischio per via della bassa crescita e dell’alto debito pubblico, ha dato vita ad una serie di misure importanti che potrebbero rilanciarne la competitività a livello europeo.

Inoltre lo spread sotto quota 320  sta facendo scendere velocemente i tassi di interesse sui nostri titoli pubblici rendendo meno pesante rifinanziare il nostro debito di quanto non fosse alla fine del 2011.

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