Pensioni: a rischio quelle dei più giovani

Il tema delle pensioni è stato molto dibattuto negli ultimi mesi anche a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile applicata dal governo Monti e sulla quale si sono scatenate le ire dei lavoratori. Di fatto la scelta è stata obbligata ed inevitabile in quanto il contesto pensionistico in Italia, così come in molti altri paesi occidentali, rischia di degenerare. I problemi sono, principalmente, due: la crescente disoccupazione giovanile e la scarsa crescita demografica. In sostanza questi 2 fenomeni rischiano di far venire meno la possibilità futura di pagare le pensioni. Ovviamente si tratta di un concetto tutt’altro che semplice e che in molti rischiano di non capire se non vengono spiegati i meccanismi che regalano l’attività pensionistica.

In sostanza le pensioni vengono pagate attraverso i contributi previdenziali pagati da chi lavora e non, come sarebbe lecito pensare, dai soldi a suo tempo versati all’Inps (o ad un altro ente previdenziale). Di fatto, per assicurare il pagamento delle pensioni è necessario che ci siano molte persone che lavorino e che versino soldi nelle casse dell’Inps.

Ora i problemi sono 2:

1) Disoccupazione giovanile: calcolando che tra i giovani sotto i 35 anni 1 su 3 non lavora e che il contesto occupazionale potrebbe andare peggiorando nel corso dei prossimi anni è evidente di come questo problema rischia di condizionare pesantemente l’attività pensionistica.

2) Crescita demografica: se al problema della disoccupazione aggiungiamo il fatto che si fanno sempre meno figli (e se ne faranno sempre meno proprio perchè il lavoro sarà sempre meno certo e stabile) è facile capire che i soldi “freschi” che entreranno nelle casse dell’Inps per pagare le pensioni saranno sempre meno.

Possibili scenari futuri

Tra gli scenari futuri che con più probabilità vedremo avverarsi ci sarà (aimè) l’ulteriore aumento dell’età pensionabile nel corso dei prossimi 10 anni. Questo aspetto è inevitabile e avverrà contestualmente all’aumentare delle aspettative di vita.

Inoltre, con molta probabilità, le pensioni andranno a subire una sempre maggiore svalutazione. Ciò vuol dire che se il signor Rossi oggi va in pensione con 1000 euro al mese, il signor Pippo (a parità di versamenti) andrà con una pensione di 7-800 o anche meno.

Possibili soluzioni

Le soluzioni sono, ovviamente, poche e di difficile attuazione. In sostanza non si può far altro che, fin da subito, cominciare a pensare al proprio futuro creando quella che dovrà essere una rendita aggiuntiva che permetterà di integrare la pensione.

Le soluzioni più semplici sono quelle di realizzare una pensione integrativa privata attraverso delle polizze di assicurazione. le cosidette polizze pensionistiche, infatti, permettono di avere a scadenza la possibilità di godere di un’entrata fissa mensile o di veder liquidato il capitale versato più la quota di interessi maturati.

Un’altra soluzione valida è quella ideata da Advise Only che propone la gestione di un pacchetto di investimenti a basso rischio e di lungo periodo attraverso i pac (piani di accumulo).

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