Piazza Affari negativa e lo spread torna su

Ancora una pessima giornata, quella di ieri, per la nostra borsa che si conferma come una delle peggiori piazze europee con una perdita che si attesta intorno al (dopo aver perso anche il 2%) contro il . Al tempo stesso lo spread torna a rialzarsi raggiungendo nuovamente i 300 punti base e tornando pericolosamente in quella zona che speravamo di aver abbandonato definitivamente. A pesare sull’andamento dei listini le parole di Bernanke, secondo cui la crisi del debito in Europa è ancora molto lontana dall’essere superata. In effetti anche gli Stati Uniti non se la passano troppo bene visto che la loro ripresa appare quanto mai flebile e inconsistente come dimostrano i dati relativi al mercato immobiliare al di sotto delle attese. Nel mese di Febbraio, infatti, le vendite di case in USA sono diminuite scendendo a quota 4 milioni e 590 mila (calo dello 0,9%) nonostante i tassi ai minimi storici.

Inutile sottolineare che le aspettative degli analisti erano tutt’altre e, seppur il dato su base annuale resti positivo all’8,8%, le stime parlavano di una ripresa più consistente che, per il momento, non pare esserci. In Italia, intanto, tornano ad acutizzarsi i conflitti relativi all’articolo 18 con la CGIL che minaccia uno sciopero generale di ben 16 ore (8 da dedicare allo sciopero vero e proprio e 8 per le assemblee).

Lo scontro arriva in un momento chiave per la trattativa, con il governo intenzionato ad andare avanti per la propria strada senza concedere nulla, o quasi, ai sindacati come confermano le parole rilasciate ieri dal premier Monti che sottolinea come “Tutte le parti sociali acconsentono alle modifiche dell’articolo 18 ad eccezione della Cgil. Ci dispiace, ma per noi la questione è chiusa“.

Tensioni anche in Inghilterra dove il governo è alle prese con la nuova finanziaria, una manovra estremamente discussa per via della diminuzione dell’aliquota fiscale per i redditi benestanti, ossia quelli al di sopra delle 150 mila sterline, che passerebbe dal 50 al 45%. L’obiettivo del governo è quello di ricominciare ad attirare capitali stranieri per favorire gli investimenti ma la cosa non è stata gradita dai “normali cittadini” visto che arriva proprio in un momento di forte crisi economica in cui le famiglie sono chiamate a grandi sacrifici.

Tornando a Piazza Affari da segnalare le pessime performance di Mediaset e Generali, che perdono entrambe oltre il 4%, e il comparto dei finanziari dove, escluso il Banco Popolare premiato per i conti sopra le attese degli analisti, tutti i titoli hanno chiuso la seduta con il segno meno. Unicredit perde oltre il 3% e non va oltre i 4,004 euro ad azione mentre Intesa San Paolo chiude a 1,4930 perdendo circa il 2%.

Vi lasciamo con il grafico del FTSEMIB di ieri che ha chiuso a – 1,29%.

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