Mercato immobiliare a rischio per i prossimi 2 anni

Ne avevamo già parlato ad inizio anno dicendo che il 2012 sarebbe stato molto difficile per il settore immobiliare italiano. Ad oggi, analizzando anche gli ultimi dati del settore, possiamo dire di averci preso e che, anzi, la crisi sarà più pesante di quello che avevamo preventivato. Secondo le nostre stime, infatti, il peggio sarebbe dovuto arrivare tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013 per poi dare inizio ad una ripresa già a partire dal secondo trimestre del prossimo anno. Ora sembra che le prospettive siano ancora di altri 2 anni di sofferenze fatte di un mercato immobiliare in calo dove a farla da padroni saranno solo ed esclusivamente gli squali in cerca di ghiotti affari.

Insomma per i prossimi 12-24 mesi le famiglie potrebbero essere definitivamente tagliate fuori dal mercato immobiliare con il rischio di dare vita ad un vero e proprio tracollo per l’intero settore. Se fino ad oggi i prezzi delle case hanno retto (si stima che dal 2008 le quotazioni degli immobili in Italia siano calate del 7,7% con punte di oltre il 20%) non è detto che ciò sia possibile per i prossimi mesi.
Molte famiglie, infatti, dovranno fare i conti con il peso dell’Imu che andrà ad incidere in maniera significativa sul budget familiare entro la fine dell’anno, ossia quando tutti avranno versato anche la seconda tranche della tassa sugli immobili.

Un indicatore molto interessante arriva dall’Osservatorio sul credito al dettaglio di Assofin, Crif e Prometeia che ha registrato un calo del 47% dell’erogazione di mutui legati all’acquisto delle case nel solo primo trimestre dell’anno. Questo sta ad evidenziare come le famiglie, di fatto, siano tagliate fuori dall’acquisto degli immobili mentre tendono ad aumentare i “procacciatori di affari”.

Certo c’è chi sta peggio di noi (anche se non rappresenta di certo una consolazione). Basti pensare che in Spagna i prezzi delle case hanno registrato un calo del 21% dal 2008 con punte del 65% lungo la splendida Costa del Sol. Anche in Francia non se la passano benissimo visto che in molte zone del sud del paese si sono registrati cali dell’ordine del 10%.

Non a caso il Sunday Times ha riportato la notizia di un significativo aumento degli inglesi in cerca di affari nei paesi dell’eurozona agevolati dall’ottimo rapporto del cambio Sterlina/euro che in questo momento agevola gli abitanti della Gran Bretagna.

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