Grecia: vincono i partiti pro-euro

Il partito Nea Dimokratia vince le elezioni in Grecia battendo in un duello testa a testa la sinistra radicale di Syriza. Samaras, il leader del partito, si è detto estremamente soddisfatto per la Grecia e per l’Europa dell’esito di queste elezioni in quanto i cittadini hanno compreso che era importante tenere il paese all’interno dell’eurozona. Ora l’obiettivo di Samaras è quello di formare un governo solido nel più breve tempo possibile cercando alleati tra gli altri partiti pro euro. Samaras sa che ha poco tempo a disposizione in quanto la Grecia deve affrontare tagli molto  cospicui nel giro di poche settimane perchè la liquidità in cassa è sufficiente solo ad arrivare fino al 20 Luglio. L’attenzione, ora, è su Evangelos Venizelos uomo decisivo per assicurare una maggioranza stabile in Parlamento a Samaras. Il leader dei socialisti si è detto assolutamente favorevole ad un governo di coalizione insieme a Nea Dimokratia, aprendo anche all’eventualità di un governo di responsabilità nazionale sostenuto dai quattro partiti: Pasok, Nea Dimokratia, Syriza e il piccolo Dimar, la sinistra democratica.

Buon la reazione dei mercati che in Asia hanno chiuso tutti con il segno +. Tuttavia la strada della Grecia, nonostante i risultati delle elezioni, è ancora tutta in salita visto che le restano solo 2 miliardi di euro in cassa sufficienti ad arrivare non oltre al 20 Luglio. Ora il nuovo governo avrà 2 possibilità: o continuare con i tagli indiscriminati chiesti dalla Troika o convincere l’Europa che questa politica di tagli ucciderà il paese.

I dramamtici tagli imposti come contropartita degli aiuti, infatti, non hanno portato alcun beneficio all’economia del paese, anzi stanno rischiando di portarla verso il collasso. L’unica possibilità per Samaras è quella di ottenere una rinegoziazione degli aiuti nel vertice che si terrà a fine Giugno.

Intanto nel paese c’è una fortissima emergenza sanitaria. Il governo non avendo soldi in cassa non sta pagando i medicinali venduti in convenzione dalle farmacie e i titolari delle stesse, ormai allo stremo, hanno deciso di bloccare la vendita delle medicine gratuite (quelle con ricetta che poi rimborsa lo stato) esigendo il pagamento diretto da parte dei cittadini.

Chi non può permettersele, quindi, resta senza medicine. La crisi è talmente grave che diverse multinazionali hanno bloccato la vendita e la distribuzione di farmaci alle varie farmacie del paese così da far diventare molti farmaci introvabili.

Ovviamente questo è solo uno dei tanti problemi che il governo greco dovrà affrontare ma quai a pensare che visto l’esito delle elezioni i problemi del paese siano stati risolti. Al contrario da qui si partirà per cercare di affrontarli.

Samaras si troverà a dover affrontare il suo primo test nelle prossime settimane, quando si dovrà avviare colloqui con l’Unione europea e il Fondo Monetario Internazionale per monitorare le operazioni di salvataggio del paese.

Un funzionario Ue interpellato dal Wall Street Journal ritiene che la campagna elettorale ha distolto l’attenzione dalle riforme e ha spinto il budget del paese fuori strada. “C’è stato un ulteriore deterioramento della posizione fiscale della Grecia“, queste le parole del funzionario che ha, ovviamente, chiesto di rimanere anonimo.

Insomma a quanto pare non basterà l’esito di queste elezioni per stabilizzare definitivamente i mercati. La permanenza della Grecia nell’eurozona è ancora un fatto tutto da verificare perchè la situazione del paese resta critica.

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