Shutdown Usa: l’accordo sembra vicino

Se ne è parlato poco, troppo poco, eppure la notizia era di quelle da far tremare tutto il mondo. Gli Stati Uniti d’America stanno vivendo da vicino il rischio imminente di un fallimento. Dai primi di ottobre, infatti, è in atto lo shutdown che ha provocato la paralisi di moltissimi settori pubblici dei vari stati americani mettendo a rischio milioni di posti di lavoro. Se entro il 17 Ottobre non si arrivasse ad un accordo per risolvere la situazione gli Usa non saranno più in grado di far fronte ai propri impegni finanziari. Insomma… default, fallimento chiamatelo come volete ma sempre di questo si tratta. Per capire la gravità della situazione basti pensare che da quasi 2 settimane hanno chiuso i battenti tutti i parchi e i monumenti più importanti perchè impossibilitati a far fronte alle spese con un danno al paese che l’Associazione americana del turismo ha stimato essere di circa 152 milioni di dollari al giorno.

obama lavoro usa

Realisticamente parlando sarà difficile che prosegua il braccio di ferro tra Obama e i Repubblicani con i secondi che, per forza di cose, dovranno cedere (mi chiedo a quale costo per Obama… cosa dovrà promettere?). I primi segnali in questa direzione sono già arrivati. Le indiscrezioni parlano di un innalzamento del tetto del debito (con conseguente fine dello shutdown) in cambio dell’apertura di un negoziato sui tagli alla spesa.

D’altronde è impensabile che qualcuno si prenda la responsabilità di far fallire quella che dovrebbe essere (ma lo sarà ancora?!) la più grande economia del mondo proprio in un contesto fragile come quello che stiamo attraversando negli ultimi 4-5 anni.

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Tuttavia i costi che graveranno sull’economia americana saranno enormi, visto che quasi 900 mila dipendenti pubblici sono stati messi in congedo mentre altri (si parla di più di un milione) starebbero ancora lavorando senza stipendio. Ciò si tradurrà in una minore spesa e in un forte rallentamento della crescita.

Intanto proprio oggi hanno riaperto i battenti alcuni tra i più importanti parchi e moneumenti della nazione tra cui la Statua della Libertà e il Grand Canyon grazie ad un accordo con gli stati americani che hanno deciso di finanziare provissoriamente le spese necessaria al funzionamento delgli stessi.

Un modo per tamponare fino al fatidico 17 Ottobre con la speranza assoluta che non si trasformi in una data da ricordare.

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