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Cessione del quinto della pensione: la guida

La cessione del quinto della pensione è uno strumento introdotto dall’articolo 13 bis della legge 80/2015, utilizzato dai titolari di pensione che necessitano di far fronte a delle spese improvvise. Come dice il nome stesso, la cessione del quinto è un metodo per rimborsare prestiti, finanziamenti e mutui che sono stati contratti dai pensionati del settore privato e del settore pubblico, e che consiste, appunto, nel prelievo automatico di un quinto del trattamento economico.

Cessione del quinto: su quali pensioni si applica?

Prima di ogni altra cosa è importante stabilire che la cessione del quinto della pensione non può essere applicata a qualunque trattamento, ma anzi, la misura può ritenersi valida solo in queste tre ipotesi: su prestazioni di natura previdenziale, su pensioni rilasciate a titolo di invalidità e vecchiaia, e su assegni vitalizi. Ciò significa che la cessione del quinto non si può applicare a pensioni e ad assegni sociali, a trattamenti di invalidità civile, ad assegni rilasciati per l’assistenza di pensionati inabili, a contributi di sostegno al reddito e a pensioni che sono a carico di enti creditizi. Un caso particolare è invece dato dalla pensione ai superstiti, che a livello di legge può essere utilizzata per la cessione del quinto ma solo nel caso in cui questa prestazione sia corrisposta ad un solo beneficiario.

Cessione del quinto della pensione: importo e durata

Dopo aver visto a quali casi può essere applicata la cessione del quinto della pensione, vediamo ora a quale importo e a quale durata temporale si fa riferimento. Per quanto riguarda l’importo che può essere finanziato al pensionato, questo è strettamente legato all’ammontare della pensione percepita e alla durata del piano di ammortamento: se il piano di restituzione è lungo e l’importo della pensione particolarmente consistente, tanto più può essere alto il prestito ottenibile. Come per ogni altra fattispecie di finanziamento, per conoscere l’importo massimo finanziabile occorre quindi basarsi sul reddito e sulla durata.

La durata, appunto. Per quel che riguarda il lasso temporale in cui può essere richiesta la cessione del quinto, la legge dispone che non ci siano limiti di età particolari se non una unica condizione di fondo: che il prestito venga estinto al compimento dell’85° anno di età del pensionato, poiché da quella soglia anagrafica in poi la restituzione viene considerata a rischio per il titolare del credito (ma dal momento in cui il rischio lo si ha in un certo senso anche prima, non è raro che non possano venire proposte delle assicurazioni che proteggano il creditore del finanziamento dal rischio di insolvenza). Tornando al tema della durata, al di là di questa soglia limite, la cessione del quinto può essere applicata da un minimo 2 anni di tempo fino ad un massimo di 10 anni.

Come fare domanda di cessione del quinto della pensione

Per poter ottenere un prestito da rimborsare mediante cessione del quinto della pensione, è necessario che il soggetto richiedente si faccia rilasciare dall’Inps una “comunicazione di cedibilità”. E proprio per tutelare il creditore, come dicevamo poc’anzi, è necessario presentare anche la garanzia di un’assicurazione sulla vita che possa intervenire con la copertura dell’importo residuo nella malaugurata ipotesi che il pensionato possa venire a mancare in tempo precoce (ovvero prima degli 85 anni ai quali fanno riferimento le norme).

A questo proposito è però bene ribadire che se il pensionato lo vuole, ha tutta la facoltà di richiedere l’estinzione anticipata del prestito: in questo caso deve esclusivamente tener conto delle penali che in genere vengono previste da contratto e che intervengono per compensare i mancati guadagni da interessi da parte delle finanziarie.

Prestiti per pensionati: la situazione italiana

Ma com’è la situazione italiana riguardante i prestiti? L’indagine condotta da un celebre sito che si occupa di comparazione prezzi, ha messo in evidenza che il 9% delle domande di prestiti viene fatta partire da un over 60. Una situazione che è data da un minore potere di acquisto che per quel che riguarda questa fascia di popolazione è andato calato drammaticamente: il fatto stesso che l’importo medio si aggiri su cifre molto alte (13.400 euro) è sintomatico di tutto quanto ciò.

I prestiti per pensionati con l’importo più alto vengono richiesti in Basilicata (17.300 euro), mentre cifre di gran lunga minori (10.900 euro) vengono richieste in Friuli Venezia Giulia. Per quanto attiene la composizione del pubblico, il 72% dei richiedenti prestito risulta essere di sesso maschile; mentre lo specifico caso della cessione del quinto coinvolge il 36% dei totali richiedenti.

Ma per quale motivo i pensionati ricorrono a questi prestiti e accettano persino di vedersi decurtare un quinto della pensione? La necessità di avere liquidità da gestire è il motivo principale, a cui seguono bisogni che hanno a che fare con la ristrutturazione della casa e al consolidamento dei debiti che permette di accorpare tutti i vari debiti in una sola rata. A dir poco significativo è il 6% delle richieste che proviene per far fronte alle spese mediche e che fotografa una situazione ancora niente affatto buona per l’Italia e per i suoi vecchi.

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