Banche: sofferenze ferme, prestiti alle imprese congelati

Le sofferenze bancarie sono in leggero calo. A novembre, rileva la Banca d’Italia, le sofferenze ammontano a 85.22 miliardi, in diminuzione dello 0.29% rispetto agli 85.47 miliardi dell’ultima rilevazione.

Nel supplemento al bollettino statistico moneta e banche, i tecnici di Bankitalia fanno notare come il tasso di crescita annua, senza correggere le cartolarizzazioni, sia in calo dell’1.7% (-1% in ottobre). A livello lordo, invece, le sofferenze salgono a quota 199 miliardi rispetto ai 198 miliardi di ottobre.

Per quanto riguarda le altre voci, la sintesi di Bankitalia parla chiaro suddividendo voce per voce. Per quanto riguarda la raccolta, ad esempio, il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del comparto privato è salito al 4.4%, mentre la raccolta obbligazionaria che include le obbligazioni nelle mani dei bancari è diminuita del 9.3% su base annua.

I prestiti concessi al settore privato, corretti tenendo conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti o ceduti o cancellati, hanno segnato una crescita su dodici mesi dello 0.5%. I prestiti alle famiglie sono aumentati dell’1.8% su base annua, mentre quelli erogati alle società non finanziarie sono stabili.

Spostandoci sui tassi di interesse scopriamo che i tassi applicati sui prestiti alle famiglie per l’acquisto di immobili, comprensivi delle spese accessorie, sono stati del 2.35% (a ottobre erano del 2.34%); quelli applicati sulle nuove erogazioni di credito al consumo ammontano invece all’8.02% (erano dell’8.08% nel mese precedente). Sono scesi i tassi applicati alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro, passando dal 2.31% al 2.23%, a dispetto di quelli superiori al milione di euro che sono invece aumentati dall’1.07% all’1.11%.

In sintesi la situazione è quindi in chiaroscuro, con dei finanziamenti al settore privato che sono saliti di poco e con una dinamica per le famiglie che va a rafforzarsi. Peggio invece le sorti per le società, così come per chi sottoscrive un mutuo che si vede rialzare la componente di costo legata ai tassi di interesse.

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