Scuola dell’obbligo, si passa da 16 a 18 anni? Aperture dal Miur

Nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha confermato che il Miur sta valutando la possibilità di alzare il livello dell’obbligo scolastico da 16 a 18 anni.

Ad oggi l’obbligo scolastico è regolato da una circolare del 2010, nella quale si precisa chiaramente che “nell’attuale ordinamento, l’obbligo di istruzione riguarda l’età compresa tra i 6 e i 16 anni”. Nonostante questo, però, uno studente su cinque abbandona la scuola ancor prima di raggiungere l’agognato diploma. Ed è per questo che il Miur sta pensando di alzare da 16 a 18 anni la soglia della scuola dell’obbligo: si pensa in sostanza che dopo aver incrementato l’età minima, ci saranno molti più ragazzi che, obbligati appunto da questo vincolo, riusciranno ad ottenere il diploma di scuola superiore.

A quanto pare questo progetto correrà di pari passo con quello sui Licei brevi, la cui sperimentazione è proprio in dirittura di partenza ed il cui obiettivo è ormai noto, cioè ridurre la durata del corso di studi superiori da cinque a quattro anni. Il combinato disposto tra un obbligo scolastico portato a 18 anni e un percorso di studi ridotto a quattro anni dovrebbe aumentare il livello di istruzione in Italia e ridurre notevolmente la dispersione scolastica, ancora oggi tra le più alte d’Europa.

A chi ritiene che una riduzione degli anni scolastici finirà per portare a un taglio dei programmi, il Miur ha già risposto che non si vuol certo arrivare a quel punto, e che anzi, il progetto di sperimentazione che si sta avviando servirà proprio a questo, cioè a valutare se ci siano le condizioni per portare avanti tutto il programma scolastico in un arco di tempo più breve. Qualora dalla sperimentazione dovesse venir fuori una insostenibilità del sistema, infatti, lo stesso Miur farà un passo indietro e tutto tornerà come prima.

Tra l’altro questo progetto non piove dal nulla, ma anzi, era stato avviato a suo tempo dal ministro Berlinguer nel lontano 2000, per poi essere bloccato per volontà del ministro Moratti che gli subentrò nella legislatura successiva. Nel biennio 2013-2014, inoltre, la ministra Carrozza autorizzò già una sperimentazione di questo tipo e 12 scuole riuscirono a far diplomare i loro studenti al compimento dei 18 anni.

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