La Bioeconomia e l’Unione Europea: cosa sta accadendo?

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immagine da economysicilia.it

Il legno che si produce in Europa fornisce sia materiale rinnovabile che riciclabile da cui è possibile produrre una miriade di prodotti a base biologica. La carta, le scatole di cartone e i pannelli sono soltanto alcuni dei materiali ricavati dal legno. L’industria forestale oggi può sostituire virtualmente tutti i prodotti a base fossile e ad alta intensità di carbonio.

L’Europa ha tutti i requisiti per un’industria competitiva di questi materiali rinnovabili e riciclabili. Ha accesso alla gestione in modo sostenibile delle foreste, sta sviluppando una forte catena di riciclaggio e dispone dei principali produttori mondiali di attrezzature, di ricercatori innovativi e di una forza lavoro competente. Queste sono le basi strategiche per l’economia circolare che l’UE sta implementando.

Immaginiamo adesso se invece di investire su queste capacità per far progredire la bioeconomia e la rivoluzione nella tecnologia dei materiali, li trasformassero in cenere: questo è il triste paradosso del dibattito sulle energie rinnovabili.

Concentrandosi esclusivamente sul contesto energetico della bioeconomia piuttosto che vederla in una più ampia dimensione di creazione del valore, la maggior parte degli esperti distoglie la discussione dal valore che il legno può apportare al concetto di bioenergia.

Se guardiamo i posti di lavoro e il valore aggiunto che una tale prospettiva offre, osserviamo come l’industria del legno generi sette volte più posti di lavoro e cinque volte più valore aggiunto rispetto alla combustione del legno per produrre energia.

Mettiamolo adesso nel contesto delle ambizioni che ha l’economia circolare in Europa: ogni metro cubo di legno crea e ricrea prodotti per 2,38 m3 dello stesso legno. La bioenergia non è fuori da questo ambito ed è già integrata in questa catena di valore. Ad esempio, le caldaie a cogenerazione (combinazione di calore ed elettricità) hanno reso l’industria uno dei maggiori produttori di energia basata sulla biomassa in Europa.

Il Parlamento europeo e la Commissione hanno adottato un approccio olistico e hanno almeno tentato di definire alcuni limiti per rendere l’aumento della bioenergia compatibile con lo sviluppo di industrie basate sulla creazione di valore.

Spinto dalla stretta attenzione per l’energia, al Parlamento europeo manca la visione del quadro generale. Si concentra sui “megawatt”, ma sostanzialmente ignora i posti di lavoro e i benefici della creazione di valore nel rendere circolare la bioeconomia.

Il Parlamento comprende appieno la portata di ciò che ignora? Se una grande centrale a carbone di 4.000 megawatt fosse stata convertita in biomassa di legno, avrebbe bruciato in un anno una quantità di materia prima equivalente all’intero raccolto annuale nelle foreste della Repubblica ceca. A peggiorare le cose, la potenza viene prodotta con pochissima efficienza dato che due alberi su tre vengono bruciati per niente.

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