Auto, quale sarà la reazione dell’UE ai possibili dazi statunitensi?

L’America continua a minacciare l’Europa coi dazi di Donald Trump, insistendo ancora una volta sul settore delle automobili. Se l’UE non rimuoverà le attuali tariffe e le barriere commerciali nei confronti degli Stati Uniti, il presidente applicherà alle importazioni di auto europee la tariffa del 20%.

Un’eventuale applicazione non farebbe altro che acuire la crisi tra i due blocchi, con l’Europa pronta a rispondere con la stessa moneta. Ma, a differenza dell’acciaio, quello delle automobili è un settore che potrebbe creare dei seri problemi, soprattutto al comparto europeo, per il quale il mercato statunitense rappresenta la spina dorsale per le esportazioni automobilistiche.

Un accordo quindi viene paventato da più parti, altrimenti il potenziale danno che le aziende europee produttrici di auto dovrebbero sopportare potrebbe andare al di là di ogni pessimistica previsione. Ma, allo stato attuale, l’amministrazione Trump non sembra ben disposta al dialogo.

Nell’attesa che qualche segnale di distensione arrivi dall’altra parte dell’oceano, l’Ue ha già stilato un elenco di prodotti americani che potrebbero essere presi di mira dai “dazi ritorsivi”. In questo elenco sono inclusi prodotti chimici, aerospaziali e agricoli. Gli obiettivi mirati dall’Ue saranno prodotti iconici statunitensi e prodotti agricoli politicamente sensibili.

Ross Denton, esperto di commercio, ha suggerito che la Boeing potrebbe essere colpita dai dazi poiché è la più importante società di voli americana e concorrente diretta con l’Airbus in Europa.

Un’altra politica economica da affrontare è quella di limitare i danni, onde salvaguardare gli introiti delle aziende e le spese dei consumatori europei. Ciò potrebbe rivelarsi difficile a causa delle grandi dimensioni delle sanzioni commerciali e perché le catene di approvvigionamento globali sono interconnesse.

Le case automobilistiche europee, tra cui Volkswagen e BMW, hanno grandi fabbriche in America e le loro esportazioni verso l’Europa sarebbero danneggiate dai nuovi dazi europei. Proprio per questo i funzionari Ue stanno cercando di affrontare la questione dazi dal punto di vista legale; infatti, è già stato presentato un reclamo sui dazi imposti da Trump su acciaio e allumino presso l’Organizzazione mondiale del commercio.

Cecilia Malmström, funzionario commerciale dell’Unione europea, aveva dichiarato il mese scorso che gli Stati Uniti vogliono sfruttare la minaccia dei dazi come leva per ottenere delle concessioni da parte dell’UE. “Non è il modo giusto di fare affari” disse “a maggior ragione se si tratta di un partner di lunga data come gli Stati Uniti”.

Il costo economico dei dazi ritorsivi potrebbe spingere l’Ue a moderare la sua risposta, onde evitare che un’ulteriore escalation danneggi l’economia dei paesi dell’Eurozona. Una strada alternativa potrebbe essere qualcosa di puramente simbolico, evitando così di danneggiare i comparti economici ed industriali.

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