Trump insiste con i dazi: alle porte una guerra commerciale tra USA e Cina?

Donald Trump non riesce a trovare pace né con se stesso, nè con la Cina e neanche con il mondo intero. Alla vigilia dell’incontro in programma a Washington con una delegazioni cinese, in programma mercoledì 8 maggio, il presidente statunitense alimenta nuovamente la guerra commerciale minacciando di aumentare i dazi sui beni cinesi. Clima di tensione quindi nuovamente in auge; allo stato attuale, non si sa se tra i membri della delegazione sarà presente il vicepremier Liu He.

Fin dall’inizio della guerra, Trump ha criticato la Cina per quelle da lui definite “pratiche commerciali sleali”.

Le intemperanze riguardavano maggiormente le difficoltà ad accedere al grande mercato cinese, alla sua proprietà intellettuale e a trasferimento di tecnologia. Il risultato è stato sotto gli occhi di tutti: esportatori cinesi e statunitensi che hanno patito tantissimo questa mossa messa in atto da entrambe le superpotenze, coinvolgendo anche la crescita economica globale, rallentata oltre le più negative aspettative.

Tutto inizio nel mese di marzo del 2018; all’epoca, il governo statunitense decise di imporre dazi del 25% su circa 50 miliardi di dollari di esportazioni cinesi. I settori coinvolti furono quello robotico, aerospaziale e automobilistico. Naturalmente, la Cina non rimase a guardare e rispose con propri dazi che coinvolsero prodotti agricoli e chimici statunitensi, dal valore complessivo di 52 miliardi di dollari.

Altro round a settembre, con l’amministrazione decisa ad imporre un dazio del 10% su beni dal valore complessivo di 200 miliardi di dollari. La rappresaglia da Pechino portò all’imposizione di dazi del 5 e 10% su circa 60 miliardi di dollari di esportazioni statunitensi. Dopo tanta tensione, a dicembre i due presidenti decisero di porre un freno alla disputa, annunciando una tregua.

Trump, forse preso da un sentimento di nostalgia, domenica ha annunciato l’imposizione di nuovi dazi, causando panico tra gli investitori, timorosi delle conseguenze della ripresa della guerra commerciale. A rischiare tantissimo sarebbero imprese ed economia mondiale. Infatti, i mercati sono stati “scossi” dalla nuova minaccia statunitense: a Shangai, l’indice composito è crollato del 6%, ad Hong Kong l’indice Hang Seng è sceso al 3%, mentre a Parigi e Francoforte gli indici hanno perso solo l’1,5%.

Alcuni ritengono la nuova mossa di Trump preventiva in due scenari differenti: nel primo, vuole rinforzare la posizione degli Stati Uniti all’interno dei colloqui, nel secondo è una semplice e puerile tattica di negoziazione. “Le minacce di Washington non sono per noi una novità”, ha affermato un portavoce del ministero degli esteri cinese. “Noi pensiamo che i due paesi dovrebbero invece trovare un accordo che sia vantaggioso per entrambi”.

Se la minaccia di Trump dovesse tramutarsi in realtà, il PIL cinese subirebbe un abbassamento dello 0,3%. Quindi, rallentamento della crescita e nuove misure per stimolare l’economia sarebbero le conseguenze immediate.

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