Bruxelles minaccia l’Italia, ma il governo fa muro: “La manovra non si tocca”

giuseppe conte

In foto il premier Giuseppe Conte da ilmattino.it

Gli ultimatum provenienti da Bruxelles non spaventano il governo italiano. Molto probabilmente, verranno respinte al mittente quando imposto sulla manovra finanziaria da parte della Commissione europea.

Le minacce di sanzionare l’Italia (si parla di circa 3,4 miliardi di euro) se non si allineerà a seguire le regole fiscali del blocco sono vere oppure un modo per mettere paura? Il governo sembra un muro di gomma, facendo rimbalzare le richieste di presentare entro domani una legge di Bilancio riveduta e corretta.  Guglielmo Picchi, appartenente alla Lega, ha dichiarato: “Domani la nostra lettera dirà semplicemente che la manovra finanziari sarà sempre quella”.

La coalizione giallo-verde prevede di aumentare i prestiti per contribuire a finanziare le sue costose promesse elettorali, tra cui un abbassamento dell’età pensionabile e un aumento del benessere cittadino. Ma l’Italia è già al secondo posto nella speciale classifica dei paesi che presentano il debito pubblico più alto nella zona euro; il rapporto tra esso e il prodotto interno (PIL), ossia la differenza tra indebitamento e produzione economica, è al 131,8%.

In questo scenario, i piani di spesa che il governo vuole mettere in atto cozzano con le regole stabilite dall’UE. Anzi, Bruxelles ha intimato l’Italia a ridurre ulteriormente il deficit di bilancio. Il governo dal canto suo ha manifestato l’intenzione di rivedere i suoi piani finanziari soltanto dopo aver avuto la possibilità di far funzionare le sue proposte.

Secondo Picchi, “il primo effetto positivo” del piano di spesa nel comparto economico dovrebbe mostrare i suoi frutti entro settembre 2019. “La politica economica governativa potrebbe cambiare soltanto nel caso in cui i benefici previsti non si concretizzeranno”. Inoltre, ha aggiunto che il governo è pronto ad adeguare il bilancio nel prossimo anno se le decisioni prese in questo 2018 non produrranno la crescita prevista.

“La Commissione europea continua a minacciarci, intimandoci a tornare sui nostri passi” ha affermato Picchi “e lo fa rilasciando previsioni economiche molto tetre che mostrano una crescita dell’economia italiana più lenta del previsto. E’ inutile raccontare che l’Italia rischia il tracollo economico, la bancarotta, che le banche stanno andando a pancia in giù o che le persone non saranno in grado di proteggere i loro risparmi. Per non parlare poi delle fandonie su una possibile uscita del nostro paese dalla zona euro”.

Nella giornata di venerdì, il ministro Tria a rilasciato importanti dichiarazioni. Parlando di patrimoniale, ha affermato che “farla sarebbe un’azione suicida”. Sui correttivi alla manovra chiesti da Bruxelles si è espresso così: “Discuterne adesso mi pare prematuro in quanto non c’è ancora nessuna prospettiva su cui farlo. Le manovre correttive si fanno soltanto quando accade qualcosa di negativo e non prima”.

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