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Cos’è il reddito dominicale e come si determina

Con il termine reddito dominicale, si fa riferimento al reddito derivante dalla proprietà di terreni che si trovano sul territorio dello Stato, e non dall’esercizio di un’attività agricola.

La determinazione del reddito dominicale è ovviamente soggetta alle tariffe d’estimo dei sinoli Comuni e al tipo di coltura che si esercita sul terreno.

reddito dominicale

Più precisamente, il reddito è data dalla c.d. tariffa d’estimo concernente la zona specifica e alla tipologia di coltura, moltiplicata per la superfice del terreno stesso.

Il suddetto reddito deve essere oggetto di dichiarazione al Fisco ogni anno da parte del proprietario (o dal titolare del diritto reale, come l’enfiteusi o l’usufrutto) così come devono essere dichiarati i redditi che provengono da altre fonti d’altronde.

Il proprietario del terreno (così come il titolare del diritto reale) è tenuto a pagare sia il reddito in esame sia quello agrario nel caso in cui lo stesso svolga attività agricola direttamente.

Nel caso tale attività sia posta in essere da altri soggetti, il reddito dominicale spetta al proprietario mentre quello agrario al terzo.

Differenza tra reddito dominicale ed agricolo

Sebbene entrambi siano correlati al possesso di terreni, è fondamentale distinguere il reddito dominicale da quello agrario.

Mentre il primo, come già detto, si riferisce esclusivamente alla proprietà dei terreni senza necessariamente coinvolgere un’attività produttiva, il reddito agrario è generato dall’utilizzo produttivo dello stesso, come l’agricoltura.

Questa distinzione è fondamentale poiché il reddito dominicale non richiede necessariamente un lavoro attivo o un’attività produttiva da parte del proprietario, mentre il reddito agrario è strettamente legato all’uso ed alla gestione diretta del terreno per scopi produttivi.

Ad ogni modo, richiedendo una visura al catasto, è possibile conoscere sia il reddito dominicale che quello agrario.

Come si determina il reddito dominicale?

La corretta valutazione ed il calcolo del reddito domenicale sono fondamentali per garantire una corretta attribuzione delle imposte e per assicurare la conformità alle normative fiscali vigenti

Infatti, il reddito dominicale deve essere dichiarato annualmente, assieme alla dichiarazione dei redditi.

Ma come si determina? Questo tipo di reddito dipende principalmente dalle tariffe d’estimo (ovvero le tariffe applicate dallo Stato e dall’amministrazione tributaria per l’individuazione del reddito prodotto) del comune in cui è situato il terreno. La tariffa relativa ad una specifica coltura deve essere moltiplicata per la superficie del terreno, per avere l’imponibile IRPEF.

È bene sapere, però, che le tariffe d’estimo subiscono variazioni nel tempo, in base a diversi fattori, come eventi inaspettati in grado di ridurre la produttività del terreno.

In caso di evento calamitoso  è necessario  effettuare una segnalazione tempestiva di quanto avvenuto all’Ufficio Tecnico Erariale o all’agenzia del Territorio, poiché un evento calamitoso può causare una diminuzione effettiva della produttività del terreno. Ciò consente, pertanto, di ridurre le imposte dovute sul terreno, in quanto esclude o riduce la tassazione dell’IRPEF.

Variazione del reddito dominicale

Il reddito dominicale può variare in aumento oppure in diminuzione. Il primo caso si verifica quando si sostituisce una coltura di minor reddito con una di maggiore valore, riflettendo un miglioramento nella qualità del terreno registrato nel catasto.

Invece, la variazione in diminuzione si ha quando una coltura di maggior valore registrata nel catasto viene sostituita con una di minore valore oppure, come già accennato in precedenza, la capacità produttiva del terreno diminuisce a causa di eventi imprevisti o forze naturali.

In entrambi i casi è necessario denunciare la variazione entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si sono verificate le circostanze che hanno comportato le variazioni, indicando la particella catastale e le particelle cui le variazioni si riferiscono, con una dimostrazione grafica del frazionamento in caso di variazioni concernenti porzioni di particelle.  

In caso di omessa denuncia per le variazioni in aumento, si applicano delle sanzioni amministrative che vanno da 258,00 euro 2.065,00 euro.

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