Esselunga: altre 100 assunzioni in vista

In un contesto di crisi economica come quello che stiamo attraversando trovare un impiego è davvero molto difficile. Per questo cerchiamo di informare i nostri lettori qualora si verifichino delle opportunità di lavoro interessanti. Proprio per questo non potevamo non segnalare la possibilità di lavorare in supermercato a Roma grazie al nuovo progetto lanciato da una importante azienda del settore. Esselunga, infatti, si appresta ad aprire nuovi punti vendita nel Lazio nei prossimi 2 o 3 anni e ha cominciato la selezione del personale da destinare ai ruoli di direttore e Capo Reparto dei nuovi punti vendita. Il gruppo alimentare che ha aperto supermercati in Toscana, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna si appresta ad aprire nuovi punti vendita anche a Roma. Lo scopo di questa prima selezione di circa 100 persone è quello di reperire le figure professionali da avviare alla formazione così da essere pronte all’apertura dei nuovi punti vendita.

L’azienda, che al momento conta oltre 20 mila dipendenti e può vantare una clientela di oltre 3 milioni di consumatori, rappresenta uno dei più importanti player del settore dei supermercati e il suo esordio nel Lazio viene visto, da molti, come il punto di partenza per una ulteriore espansione del gruppo anche nel sud Italia.

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Nuove regole per le ispezioni in azienda

Finalmente una buoina notizia per le imprese italiane, sempre più preoccupate dai contraccolpi della crisi economica in corso. Grazie ad un accordo tra il Ministero del Lavoro e i Consulenti del Lavoro verranno semplificate le regole per le ispezioni in azienda. Questo accordo fa parte del progetto del governo sulla semplificazione della lenta burocrazia italiana. Secondo le dichiarazioni della dottoressa Calderone, presidente del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro questa innovazione porterà “una generale riduzione degli oneri amministrativi a carico dei datori di lavoro e dei professionisti, perchè sono questi i tipi di interventi efficaci e concreti che eliminano oneri e ingombranti adempimenti nella gestione del rapporto di lavoro“.

Ma cosa comporterà tutto ciò per le imprese italiane? Quale saranno i vantaggi di questa semplificazione amministrativa dei controlli in azienda? In sostanza durante le ispezioni in azienda non verranno più chiesti documenti che siano già in possesso della pubblica amministrazione rendendo il tutto molto più semplice e veloce. Questo vuol dire che tutti documenti come i certificati di iscrizione alla Camera di Commercio o i documenti relativi a Inps e Inail non verranno più richiesti in fase di ispezione.

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Offerte di Lavoro: attenzione alle truffe

Con una disoccupazione europea al 10% e quella giovanile in Italia che si attesta al 30% è ovvio quanto sia difficile trovare un nuovo impiego. Proprio per questo molti sono disposti a tutto pur di lavorare con il rischio di cadere vittime di qualche truffatore. E’ questo quello che emerge dall’ultima inchiesta dell’Unione Nazionali dei Consumatori che ha rilevato una forte diffusione delle truffe a danno di chi cerca un impiego. Ma quello che preoccupa di più sono le parole del Segretario Nazionale dell’associazione il quale sostiene che “A farne le spese sono soprattutto i giovani che, desiderosi di accedere al mondo del lavoro, diventano vittime predilette di questi raggiri trascurando quelli che sono invece dei veri e propri campanelli di allarme“. Un dato molto preoccupante che deve mettere in guardia tutti quei ragazzi, studenti universitari e non, che si mettono in cerca di un lavoro specialmente in questo periodo, in vista dell’estate.

Tuttavia i ragazzi non sono le uniche vittime. Secondo Sonia Galardo, capo ufficio stampa dell’UNC “complice la crisi, stanno aumentando anche i casi di truffe in danno di persone appartenenti ad altre fasce di età, come padri di famiglia che hanno perso il lavoro e sono in cerca di una nuova occupazione”.

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Fondi Pensione: un 2011 disastroso

Male, anzi molto male, i fondi pensione aperti nel corso del 2011 visto che in media hanno fatto registrare un calo di ben 2 punti percentuali nei rendimenti. Tanto per dare un’idea del fenomeno solo il 30% dei fondi pensione aperti è riuscito a chiudere il 2011 in positivo. A diffondere questi dati è ilsole24ore.com che, sottolinea, come anche i settori più prudenti, quelli cioè che hanno investito in titoli di stato e strumenti di breve termine, abbiano sofferto particolarmente la crisi dando vita a delle perfomance davvero molto deludenti. Secondo ilsole24ore tra i pochi fondi che hanno saputo andare in positivo spiccano il comparto obbligazionario di Aureo Gestioni (+2,57%) e Arca Previdenza (Linea Rendita R con il 2,49%).

A questo punta non si può far a meno di riaccendere la diatriba su quale sia la scelta più conveniente per un lavoratore: lasciare il tfr in azienda o investirlo nei fondi pensione? Stando a questi risultati sarebbe economicamente più vantagioso lasciarlo in azienda, in quanto l’Inps garantisce comunque un minimo di rendita.

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Come funzionano i versamenti volontari

I contributi volontari sono uno strumento importantissimo con cui un lavoratore può integrare il versamento dei propri contributi previdenziali in periodi in cui non viene svolta un’attività lavorativa o per integrare un contratto di lavoro part time. Dopo aver ampiamente parlato della disoccupazione ordinaria e degli orari di reperibilità in caso di malattia continua il nostro viaggio all’interno del mondo dell’Inps e della previdenza, un impegno che abbiamo assunto per fare chiarezza su un settore in cui c’è ancora troppa poca informazione. Cerchiamo, quindi, di capire come funzionano e come è possibile procedere con i versamenti volontari.

Per poter ottenere la possibilità di effettuare i versamenti contributivi volontari è necessario rispondere a determinati requisiti previsti dall’Inps e inviare una richiesta alla sede Inps del proprio territorio di residenza utilizzando gli appositi moduli che vengono forniti dall’ente stesso. Una volta ottenuta l’autorizzazione si può procedere al pagamento nei termini e nelle modalità previste dalla legge.

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Lavoro: si studia il contratto Unico

Uno dei problemi con il quale il governo deve fare i conti è quello relativo alla riforma del lavoro. Tutti ci ricordiamo il pianto del Ministro Fornero di qualche mese fa quando dovette annunciare la riforma delle pensioni, che diede inizio alla politica di austerity con cui il governo cerca di risanare un bilancio distrato. Ora, invece, è la volta della riforma del lavoro e si comincia a delineare quella che sarà, con molte probabilità, la riforma definitiva: il contratto unico. Questa soluzione, infatti, potrebbe mettere d’accordo tutti, governo e sindacati, e che potrebbe conciliare l’esigenza di tutelare i lavoratori con quella di rendere il mercato del lavoro più flessibile.

L’idea di fondo è quella di sostituire i contratti esistenti attualmente (che secondo una stima dell’Istat sono circa 48) con un unico contratto nazionale chiamato CUI (contratto unico di ingresso) il cui scopo sarà quello di ricucire il divario tra lavoratori italiani e quelli del resto d’Europa che, in media, hanno salari più alti dei nostri.

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