titoli di stato

Spread BTP – Bund sopra 400: è allarme

Ancora problemi sul debito del nostro paese dopo che ieri S.&P. aveva tagliato il rating a 7 banche italiane. Infatti stamattina il differenziale tra i nostri Btp e i Bund tedeschi è salito nuovamente sopra quota 400 vicinissimo al massimo storico di questo valore dall’entrata dell’euro. Si tratta di un campanello di allarme gravissimo che richiede un intervento immediato del nostro governo e delle principali istituzioni europee. Il rischio è che il nostro paese possa veder precipitare la situazione in pochissime settimane visto che uno spread su questi livelli renderebbe difficilissimo riuscire a rifinanziare a costi sostenibili il nostro debito pubblico.

Le tensioni sui mercati si sono viste fin dalle primissime ore dle mattino con le principali piazze borsistiche europee che hanno aperto la giornata in negativo e con Milano che, neanche a dirlo, era una delle peggiori.

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S.&P. taglia il rating a 7 banche italiane

Dopo aver abbassato il rating al debito italiano da A+ ad A questa volta Standard and Poor’s ha deciso di tagliare il rating a 7 istituti di credito del nostro paese e ha cambiato l’outlook sul rating di 15 banche in tutto. Ovviamente la decisione è una conseguenza del cattivo giudizio sul debito italiano al quale le banche sono strettamente collegate. Il rialzo dello spread dei nostri titoli di stato, infatti, porterà diverse penalizzazioni anche per gli istituti di credito del nostro paese. Inoltre il taglio di rating renderà più difficile reperire liquidità sul mercato.

Insomma un periodo non buono per il nostro paese che ieri ha chiuso ancora una volta in negativo la giornata borsistica.

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Webank diminuisce lo spread sui mutui

Per i clienti di mutuionline che sceglieranno di stipulare un mutuo casa con Webank sono in arrivo delle nuove interessanti condizioni che faranno variare anche il preventivo della rata. In una condizione di crisi economica in cui cala la domanda di mutui per l’acquisto della casa è normale che gli istituti di credito provino a variare le condizioni dei propri prodotti con il tentativo di avvicinare quanti più clienti possibili. Per questo riteniamo sia di assoluto interesse questa notizia e non potevamo esimerci dal riportarvela fedelmente con la speranza che anche gli altri istituti di credito si apprestino a rendere meno pesanti le rate dei mutui a tasso fisso e a tasso variabile stimolando la crescita del settore.

Si tratta di variazioni favorevoli (spesso) che nel caso di Webank portano ad una diminuzione dello spread dello 0,10%. Una percentuale che può sembrare insignificante ma che sul lungo periodo di un mutuo per l’acquisto della casa può significare un risparmio piuttosto corposo.

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Le borse europee aprono tutte in negativo

Ancora una volta ci siamo trovati ad aspettare l’apertura delle borse europee con un po di paura ed ecco che i dati cominciano ad arrivare. Milano, ancora una volta, apre la settimana in negativo con un -2,9% che fa ipotizzare un lunedì nerissimo per la borsa italiana, segno che il week end non è servito a raffreddare i bollenti spiriti degli speculatori. Ormai siamo in quella che viene definita la “crisi del debito sovrano europeo” che molti hanno inteso come un vero e proprio attaccodella speculazione alla zona euro per ridimensionare l’economia del vecchio continente colpendo proprio quei paesi considerati più fragili.

Tornando alla cronaca della mattinata c’è da riconoscere che i primi segnali che non sarebbe stata una giornata facile già erano arrivati qualche ora fa con l’oro che ricominciava la sua corsa verso quotazioni assurde e l’euro che ricominciava a perdere sul dollaro.

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Aerei, c’era una volta Malpensa

Il grande progetto dell’hub europeo di Malpensa è definitivamente tramontato pochi giorni fa, quando Air France ha dichiarato la volontà di trasferire a Linate – l’altro scalo dell’area metropolitana milanese – i voli per Parigi. La compagnia transalpina ha infatti optato per una scelta sicuramente più conveniente, occupando gli slot che saranno lasciati liberi dalla compagnia aerea di bandiera, ottimizzando quindi le spese. Si tratta di un durissimo colpo per Malpensa che torna ad essere messa sotto i riflettori da chi giudica il progetto assolutamente insostenibile.

D’altronde come non dare torto all’azienda: in ottica di crisi economico-finanziaria ottimizzare i costi di gestione è fondamentale per poter pianificare un progetto di lungo periodo.

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Debito pubblico sempre più su

Il debito pubblico italiano è salito ancora durante il mese di luglio, toccando la cifra record di 1.911,807 di euro. Una cifra difficile da immaginare, ma numericamente superiore a 10 miliardi di euro rispetto al mese precedente, quando per la prima volta nella sua storia il debito pubblico del Belpaese ha sfondato la soglia – non solamente psicologica – dei 1.900 miliardi di euro.  Una somma immensa che rischia di portare inesorabilmente il nostro debito su livelli che molti analisti giudicano “fuori controllo”, tanto che comincia a circolare un certo scetticismo circa la possibilità di tentare un rientro su valori più tranquilli.

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