Le borse europee aprono tutte in negativo

Ancora una volta ci siamo trovati ad aspettare l’apertura delle borse europee con un po di paura ed ecco che i dati cominciano ad arrivare. Milano, ancora una volta, apre la settimana in negativo con un -2,9% che fa ipotizzare un lunedì nerissimo per la borsa italiana, segno che il week end non è servito a raffreddare i bollenti spiriti degli speculatori. Ormai siamo in quella che viene definita la “crisi del debito sovrano europeo” che molti hanno inteso come un vero e proprio attaccodella speculazione alla zona euro per ridimensionare l’economia del vecchio continente colpendo proprio quei paesi considerati più fragili.

Tornando alla cronaca della mattinata c’è da riconoscere che i primi segnali che non sarebbe stata una giornata facile già erano arrivati qualche ora fa con l’oro che ricominciava la sua corsa verso quotazioni assurde e l’euro che ricominciava a perdere sul dollaro.


E le altre borse europee?

Certo che anche le altre borse europee non se la passano tanto meglio visto che tutte, comprese Francoforte e Parigi aprono con un saldo negativo superiore al 2% lasciando a Londra l’onore di essere la migliore tra le principali piazze visto che perde “solo” l’1,35%.

Lo spettro del sempre più vicino default della Grecia, legato alle difficoltà e ai litigi dell’eurozona stà contribuendo ad attirare speculazioni sulle principali piazze borsistiche con sempre più speculatori pronti a scommettere sul fallimento del progetto dell’euro.

Insomma le paure con cui si era chiusa la settimana scorsa la borsa sono tornate più forti che mai visto che il week end, almeno dal punto di vista italiano, non è servito ad altro che a gettare altra benzina sul fuoco.

I primi dati sull’aumento dell’Iva, infatti, parlano di prezzi aumentati in molti casi ben oltre l’1%, aumenti che nel lungo termine potrebbero, quasi sicuramente, portare ad un ulteriore calo dei consumi già ora su livelli troppo bassi.

Insomma quella che ci aspetta è una settimana difficile in cui si decideranno le sorti dell’Europa e dell’Euro e di tutti quei paesi che fino ad oggi hanno attuato una politica economica troppo allegra e disinvolta.

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