Debito pubblico sempre più su

Il debito pubblico italiano è salito ancora durante il mese di luglio, toccando la cifra record di 1.911,807 di euro. Una cifra difficile da immaginare, ma numericamente superiore a 10 miliardi di euro rispetto al mese precedente, quando per la prima volta nella sua storia il debito pubblico del Belpaese ha sfondato la soglia – non solamente psicologica – dei 1.900 miliardi di euro.  Una somma immensa che rischia di portare inesorabilmente il nostro debito su livelli che molti analisti giudicano “fuori controllo”, tanto che comincia a circolare un certo scetticismo circa la possibilità di tentare un rientro su valori più tranquilli.

Se ben poche sono le soddisfazioni che provengono dal supplemento al bollettino statistico della Banca d’Italia, periodicamente dedicato alla finanza pubblica, migliori sembrano essere le prospettive rilanciate da una nota del Ministero dell’Economia, secondo il cui le entrate tributarie erariali dei primi sette mesi dell’anno si sono attestate a quota 221.643 milioni di euro, in incremento di 1,3 punti percentuali rispetto al periodo di confronto precedente (in termini assoluti, poco meno di 2,8 miliardi di euro).

Un incremento che – secondo quanto afferma il dipartimento delle Finanze – conferma la buona tenuta delle entrate e rispetta le previsioni precedentemente formulate.

Più nel dettaglio, il gettito Ire avrebbe fatto riscontrare uno sviluppo di 1,7 punti percentuali, mentre in calo è il gettito derivante dall’imposta sui redditi d’esercizio, che diminuisce principalmente come conseguenza della sparizione degli effetti di alcune imposte sostitutive precedentemente introdotte con la Legge Finanziaria del 2008.

Le imposte indirette crescono invece di 3,8 punti percentuali (quasi + 3,7 miliardi di euro) rispetto al 2010, mentre l’Iva avanza di 2,4 punti percentuali (+ 1,366 milioni di euro), grazie a una buona progressione dell’import.

È ancora boom per quanto concerne le entrate derivanti dai giochi, che crescono del 17,3% per 1,182 milioni di euro di apprezzamento rispetto alla prima parte del 2010. È particolarmente evidente l’aumento delle entrate del lotto (+ 37,5%), e delle entrate degli apparecchi e dei congegni di gioco (+ 9,6%).

Una contraddizione tutta italiana che vede aumentare i soldi spesi in giochi ogni qual volta l’economia tende ad andare male. Della serie “con la disoccupazione alle stelle non ci resta che tentare la fortuna”.

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