Spread BTP – Bund sopra 400: è allarme

Ancora problemi sul debito del nostro paese dopo che ieri S.&P. aveva tagliato il rating a 7 banche italiane. Infatti stamattina il differenziale tra i nostri Btp e i Bund tedeschi è salito nuovamente sopra quota 400 vicinissimo al massimo storico di questo valore dall’entrata dell’euro. Si tratta di un campanello di allarme gravissimo che richiede un intervento immediato del nostro governo e delle principali istituzioni europee. Il rischio è che il nostro paese possa veder precipitare la situazione in pochissime settimane visto che uno spread su questi livelli renderebbe difficilissimo riuscire a rifinanziare a costi sostenibili il nostro debito pubblico.

Le tensioni sui mercati si sono viste fin dalle primissime ore dle mattino con le principali piazze borsistiche europee che hanno aperto la giornata in negativo e con Milano che, neanche a dirlo, era una delle peggiori.

Ora il tasso di rendimento dei Btp è salito al 5,85% un valore molto alto che, continuiamo a dirlo, andrà a incidere sui nostri conti di bilancio. Si perchè lo spread è un valore di per se importante perchè stà a indicare quanti interessi in più dobbiamo pagare rispetto alla Germania per ottenere liquidità attraverso l’emissione di titoli di stato.

Per quanto riguarda la borsa, invece, come era facile prevedere perdono tutti i titoli bancari declassati dal report di S&P con Intesa Sanpaolo che perde il 2% e Mediobanca L’1,91%. Male anche Unicredit che perde il 2,59% e che vede le proprie azioni scivolare allo 0,67%.

Tuttavia non si è fatta attendere la replica del presidente dell’Abi che ha sottolineato che il taglio di rating di Standard and Poors non avrà ripercussioni troppo forti perchè si trattava di istituti di credito che avevano delle valutazioni molto alte.

Peccato però che al momento le borse non la pensino così visto che tutti i titoli bancari ad eccezione della Popolare di Milano hanno il segno meno. E peccato che non la pensi così nemmeno il Lloyd’s di Londra, il broker assicurativo più vecchio del mondo, che ha ritirato parte dei depositi da alcuni istituti di credito di paesi periferici dell’Eurozona.

Della serie: fidarsi della tenuta dell’Europa è bene, non fidarsi è meglio!

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