L’agenzia delle entrate mette in atto una serie di controlli a tappeto in moltissime attività commerciali nelle principali località balneari. Si tratta di circa un centinaio di controlli svolti nelle località di mare più famose e rinomate tra cui spiccano Capri, Portofino, Porto Cervo e Gallipoli. Le attività prese di mira sono, ovviamente, quelle che hanno maggiormente a che fare con il turismo: ristoranti, discoteche, centri benessere e, in alcuni casi, gioiellerie. Che l’operazione sia assolutamente giusta questo è fuori di dubbio anche se, al riguardo, avrei alcune perplessità circa la metodica utilizzata. In parte, infatti, mi trovo d’accordo con Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe-Confcommercio, che ha ribadito “che seppure sia giusto compiere gli accertamenti, sia sbagliato tuttavia farlo in orari di punta quando ci sono clienti e dipendenti. Ritengo sia opportuno rispettare le esigenze degli ispettori ma anche degli imprenditori“.
In sostanza se vuoi veramente controllare un’attività commerciale dovresti evitare di farlo quando è nel pieno del lavoro rischiando di mandar via clienti. Insomma i controlli non solo sono giusti ma anche doverosi, ma andrebbero effettuati con una metodica meno invasiva.