Se dovesse essere confermato (e con ogni probabilità lo sarà) l’aumento dell’iva arriva nel momento più sbagliato. La fase economica che stiamo attraversando è delicata perchè sembrerebbe avviarsi verso una timidissima ripresa. L’aumento dell’Iva dal 21 al 22% non farà altro che affossare anche questo disperato e leggerissimo tentativo di rialzare la testa. Al contrario sarebbe stato opportuno una diminuzione dell’aliquota al 20% se non altro per dare un minimo di sostegno a quei (pochi) italiani che intendono tornare ad acquistare. Ovviamente chi di dovere si sarà fatto i suoi conti e senza quei soldi (parliamo di circa 4 miliardi di euro) lo stato non è in grado di garantire il rispetto di determinati parametri imposti dall’europa. Se a questo aggiungiamo che dalle ultime elezioni siamo in balia di un governo di facciata frutto di una collaborazione forzata (se così possiamo chiamarla) tra le varie forze politiche e che tra poco potrebbe saltare anche questo con conseguente ritorno alle urne… non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
Ma cosa comporterà per gli italiani questo ennesimo aumento dell’Iva? Secondo Federconsumatori e Adusbef i rincari dovuti all’aumento dell’Iva sarebbero di circa 200 euro l’anno a famiglia che se sommati a quelli relativi alla Tares andrebbero a diventare circa 250 euro l’anno a famiglia.





