Draghi: la ripresa può attendere

I mercati non hanno avuto paura delle elezioni Italiane“. Queste, in estrema sintesi, sono state le parole di Draghi durante la conferenza che solitamente si tiene alla fine della riunione del direttivo dell’Eurotower. Secondo il governatore della Banca Centrale Europea i mercati sono meno spaventati di quanto si possa immaginare dell’esito delle nostre elezioni e, sottolinea, che ad ogni modo l’Italia proseguirà il consolidamento dei conti pubblici. Ma oltre a queste inevitabili parole di rasserenamento Draghi ha sottolineato anche che la ripresa non comincerà prima della fine del 2013. insomma avremo un altro anno pieno di crisi ma, di questo, ce ne eravamo tutti accorti ormai da 2 mesi.

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Non a caso il direttivo della Bce ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l’intera area Euro per il biennio in corso. In particolare il 2013 non promette nulla di buono visto che il Pil è atteso tra il meno 0,9 e il meno 0,1 per cento. Tuttavia non è detto che le stime vengano riviste ulteriormente al ribasso nel corso dei prossimi mesi sia per l’anno in corso che per il 2014 dove tutti sembrano pronti a scommettere per una crescita, seppur minima.

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Crisi: crollano i consumi di elettricità

Se si vuole comprendere quanto la crisi stia incidendo sulle abitudini degli italiani basta analizzare i dati diffusi da Terna sul consumo di energia elettrica. Stando allo studio appena reso noto, infatti, a Febbraio si è registrato un calo dell’8,1% a fronte di una temperatura media mensile di un grado inferiore. Insomma, nonostante abbia fatto leggermente più freddo del normale le famiglie italiane hanno scelto di utilizzare con estrema cautela condizionatori e dispositivi elettronici in genere ottimizzando i consumi. Quello su cui vale la pena riflettere è quanto sia forte il momento di difficoltà degli italiani se si è arrivati al punto di dosare l’uso della corrente per riuscire ad arrivare alla fine del mese. Una situazione davvero molto precaria che spesso non viene riportata dai grandi media sempre più impegnati a raccontarci il triste contesto politico che sta caratterizzando questo dopo elezioni.

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Tuttavia non sarebbero questi i problemi più rilevanti per una nazione? Se le famiglie non arrivano alla fine del mese non dovrebbe essere una priorità per tutti, politici e grandi media compresi?

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Rateizzare un debito con Equitalia

Con la crisi sono aumentate il numero di cartelle esattoriali che vengono recapitate ogni giorno ad aziende e privati. Gli italiani, da qualche tempo a questa parte, hanno riscoperto l’incubo di ricevere un avviso da Equitalia con la possibilità di dover pagare gli errori e/o le omissioni commessi nella dichiarazione dei redditi o al momento di pagare qualsiasi imposta. Quello che molti non sanno è che ora è molto più semplice riuscire ad ottenere una rateazione così da diluire questa spesa inaspettata in più anni. Ma come funziona, esattamente, questa rateizzazione? Come è possibile ottenerne una qualora si dovessero dei soldi al fisco? In questa pagina ho voluto riassumere tutto quello che devi sapere se hai ricevuto una cartella di pagamento e intendi richiedere la rateizzazione.

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Ma prima di tutto… come posso sapere in anticipo quanto dovrò pagare una volta rateizzato il mio debito? Partiamo proprio da quest’ultimo punto che risulta essere anche il più semplice e veloce a cui dare una risposta. Da poco tempo, infatti, Equitalia ha messo a disposizione di tutti i cittadini un comodo strumento che permette di calcolare in maniera approssimativa l’importo della rateizzazione.

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Povera Italia: dopo elezioni il paese è più debole

Nonostante tutti noi aspettavamo le elezioni con trepidante attesa la delusione è stata tanta. Al momento, infatti, tutto si è risolto con un nulla di fatto. Anzi, ci troviamo nelle situazione peggiore che si potesse prospettare, ossia con un esito elettorale che non garantisce la formazione di un governo con una maggioranza solida. Come tutti ben sappiamo, infatti, hanno vinto tutti e nessuno allo stesso tempo. Insomma ancora non si sa chi e per quanto riuscirà a governare questo benedetto paese! Ma la cosa buffa, se così si può dire, è che sono preoccupati più dall’estero che i diretti interessati, ossia gli italiani.

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Tutto ciò non fa altro che indebolire il nostro paese e la nostra economia. Siamo sempre più visti come un paese di cui diffidare che non da garanzie sul lungo periodo. Effettivamente se io fossi una grande impresa per quale motivo dovrei venire ad investire in Italia dove sono costretto a pagare oltre il 50% di tasse, dove la burocrazia ha tempi biblici e dove tutto avviene per raccomandazione?

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Elezioni 2013: tutto da rifare

Peggio di così non poteva andare. I risultati elettorali non ci hanno regalato un governo forte in grado di governare anzi, specialmente al senato, la situazione è talmente in bilico che senza delle alleanze clamorose sarà impossibile per chiunque riuscire a governare. Non a caso la borsa ieri ha vissuto una giornata da infarto andando su e giù a seconda dell’uscita dei primi exit pool. E oggi cosa ci aspetta? E’ presto per dirlo ma direi che sarà una giornata di passione proprio per il fatto che usciamo da questa triste e tormentata tornata elettorale con un nulla di fatto. Intanto le preaperture dei mercati fanno presagire una giornata “in affanno” che speriamo non si trasformi in un vero eproprio “bagno di sangue”.

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Inutile che stia qui a raccontarvi i risultati snocciolando dati e percentuali… quelli della camera li potete trovare riassunti nell’immagine qui sopra, mentre gli altri li trovate su tutti i quotidiani online.

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Elezioni 2013: quali le ripercussioni sui mercati?

Come tutti ben sanno gli italiani hanno ancora tempo oggi per poter votare e scegliere il nuovo governo. L’appuntamento, stavolta, è più delicato che mai perchè lo schieramento che vincerà queste elezioni 2013 avrà l’arduo compito di guidare il paese in un momento “critico” dal punto di vista economico e sociale. Oggi più che mai l’Italia ha bisogno di una guida forte che sappia varare i provvedimenti giusti per arginare questa crisi che sta mietendo vittime tra imprese e lavoratori ad un ritmo sconcertante. Il rischio è quello di fare la fine della Spagna o, ancora peggio, di quello della Grecia dove il numero di poveri è cresciuto a dismisura negli ultimi 2 anni stremando il paese e l’intera popolazione.

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Ma cosa accadrà in caso di vittoria di uno schieramento piuttosto di un’altro? Che vinca Bersani, Berlusconi, Monti o Grillo come reagiranno i mercati? Ovviamente la risposta l’avremo solo domani quando i risultati delle elezioni saranno pressochè certi e le borse ci riveleranno l’impatto finanziario di questa tornata elettorale.

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