La Cina fa shopping in Italia

C’è un signore ultrasessantenne che guarda con molto interesse ai nostri prodotti. Fin qui nulla di speciale, se non fosse che la persona in questione è Zong Qinghou, ossia l’uomo più ricco della Cina proprietario del gruppo Wahaha leader nella vendita di bibite e alimenti per bambini. Mr Zong si è lanciato da qualche tempo in un’altra impresa delle sue cercando di esportare in Cina qualcosa di molto simile alla nostra Rinascente, ossia, dei centri commerciali in grado di proporre prodotti di livello medio alto ma ad un prezzo ragionevole. Il suo obiettivo è quello di “fare sua” la classe media cinese che può vantare milioni di consumatori offrendo prodotti all’altezza delle loro aspettative. Proprio per questo l’imprenditore guarda da tempo con estremo interesse al nostro paese interessato ad importare in Cina i prodotti tipici del made in Italy.

Zong Qinghou

Io da diversi anni sostengo che sia assolutamente incredibile che il nostro paese non sia presente su uno dei mercati più importanti del mondo, quello cinese, in maniera massiccia. Da tempo sostengo che servirebbe un supporto dello stato per poter permettere alle tantissime piccole e medie imprese artigianali di poter proporre prodotti e servizi anche nel paese del sol levante.

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E-commerce e codici sconto: crescita a 2 cifre

In un contesto economico difficilissimo dove i consumi sono ridotti ai minimi termini e la disoccupazione fa segnare il livello record dal 1977 sembra che il web rappresenti l’unica ancora di salvezza. Dobbiamo segnalare, infatti, che il settore degli acquisti online continua a far registrare un saldo positivo con un fatturato 2013 che dovrebbe aggirarsi intorno agli 11 miliardi di euro. Secondo l’ultima indagine di “Dada” parliamo di un aumento degli ordini dell’e-commerce del 144% nell’ultimo anno. Le regioni più dinamiche, da questo punto di vista, sono Lombardia e Lazio che possono vantare il 41% delle aziende di e-commerce. Un risultato incredibile, come dicevamo, specialmente in virtù di quello che sta accadendo negli stessi settori off line con la crisi che ha messo alle strette le aziende. Proprio in virtù di ciò oggi appare sempre più impensabile, per chiunque voglia fare impresa, poter fare a meno di una propria presenza sul web.

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Ma quali sono i benefici di acquistare un prodotto o servizio su internet? Perchè stiamo assistendo ad un fenomeno di questa portata proprio ora che l’economia è in forte contrazione?

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Disoccupazione: è nuovo record

Ancora brutte notizie dal fronte occupazionale. Nel nostro paese la disoccupazione ha toccato un nuovo record raggiungendo il 12,2%, valore massimo dal 1977, ossia da quando se ne tiene traccia. Il tutto proprio nell’anno, il 2013, che moltissimi economisti definivano essere quello della rinascita. Un timido segnale di miglioramento sembrerebbe arrivare dal fronte dei giovani visto che la disoccupazione per chi ha meno di 35 anni si attesta sul 38,5%, in calo di 1,3 punti rispetto alle precedenti rilevazioni. Tuttavia vorrei smorzare subito facili entusiasmi perchè, a mio avviso, questo leggerissimo miglioramento è dovuto solo ed esclusivamento al periodo di riferimento… ossia l’inizio della stagione estiva dove molti giovani trovano un lavoro temporaneo per 2 o 3 mesi specialmente nel settore turistico, balneare e ristorativo. Insomma il classico fuoco di paglia pronto a sgonfiarsi a Settembre.

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Ma la ripresa che doveva caratterizzare il 2013 dove è finita? Cosa sarà dell’Europa e, in particolare, del nostro paese? Abbiamo ancora speranza di poter rialzare la testa o dobbiamo rassegnarci ad un’economia stagnate fatta di aziende che chiudono e di giovani (e non) senza lavoro?

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Compagnie aeree: profitti in aumento ma non per Alitalia

Dopo la buona notizia diffusa dallo Iata (International Air Transport Association) che ha reso noto dell’andamento positivo del settore aereo, si guarda con grande attenzione alla nostra compagnia di bandiera, l’Alitalia, che da troppo tempo si trova in una situazione di costante precarietà. Stando a quanto diffuso dallo Iata, infatti, le principali compagnie aeree raggiungeranno, nel 2013, l’80,3% di posti occupati per un totale di 3,13 miliardi di passeggeri che rappresenta anche un record mai raggiunto prima. Questo è stato possibile grazie al pesante taglio dei costi effettuato dalle stesse compagnie e al minor costo del carburante. Non male, specialmente se si prende in considerazione il difficile contesto economico che stiamo attraversando ormai da 5 anni a questa parte. A questo punto, in virtù di questi dati, ci si dovrebbe tranquillizzare per la situazione di Alitalia.

Aereo alitalia in volo
Aereo alitalia in volo

Invece le cose non stanno così. La nostra compagnia di bandiera, infatti, può “vanatare” (si fa per dire) una percentuale di riempimento dei propri aereomobili di circa 10 punti percentuali inferiore rispetto alla media registrata dallo Iata fermandosi al solo 70%. Inoltre se le altre principali compagnie (come Air France-KLM, Lufthansa o British Airways) guadagnano circa 4 dollari a passeggero, Alitalia presenta conti costantemente in rosso.

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Mercati ancora giù: perchè la borsa scende?

Ieri giornata all’insegna del colore rosso sui mercati finanziari con Milano che ha chiuso in perdita del 3%, così come Londra, mentre Francoforte ha fatto registrare -3,28% e Parigi addirittura  -3,66%. Ma perchè le borse scendono? In particolare questo calo diffuso (anche Wall street e le borse asiatiche hanno chiuse tutte negative) è da imputare a 2 fattori: i dati provenienti dalla Cina e, sopratutto, le parole pronunciate da Ben Bernanke, presidente della Fed. Ma vediamo nel dettaglio quello che è successo e cerchiamo di capire quello che si cela dietro le parole di Bernanke ben al di la di quello che i media vogliono farci intendere. Secondo il presidente della Fed se il tasso di disoccupazione americano sarà al 6,5% nel 2014 (ossia scenda di un punto percentuale rispetto ad ora), potrebbe essere ridimensionato il piano di acquisti di Bond per 85 miliardi di dollari al mese. Il piano verrebbe rallentato probabilmente già alla fine di quest’anno, per poi essere interrotto a metà del 2014.

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Prestiti sempre più difficili da ottenere: ecco le soluzioni

Ne abbiamo parlato più e più volte nel corso degli ultimi 2 anni. Ottenere un prestito da quando è scoppiata la crisi economica anche qui in Europa è diventata una missione impossibile, o quasi. Le banche hanno letteralmente “chiuso i rubinetti” rendendo l’accesso al credito estremamente difficile sia per i privati che per le aziende. Il tutto, va detto, contribuendo ad accellerare quel processo di recessione che ha portato il paese nella situazione attuale con un numero sempre crescente di aziende costrette a dichiarare fallimento (fare impresa senza poter accedere al credito è praticamente impossibile) e un’economia paralizzata dagli scarsi consumi. Come fare, allora, per ottenere un prestito? Premesso che non abbiamo la bacchetta magica e che, quindi, dare soluzioni è molto difficile voglio cercare, in questa pagina, di fare il punto della situazione e di capire quali potrebbero essere le strade da tentare.

prestiti facili da ottenere

Per prima cosa è fondamentale partire da un presupposto: oggi si può ottenere un finanziamento solo se si è in grado di offrire delle solide garanzie reddituali. Mentre in passato avevamo più volte parlato di prestiti senza buste paga e garanzie oggi la situazione è molto diversa.

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