Tensioni tra Giappone e Cina minano la stabilità economica

Le crescenti tensioni tra Giappone e Cina potrebbero rappresentare il nuovo, pericolosissimo, rischio per l’economia mondiale. I 2 colossi asiatici, infatti, stanno rendendo sempre più ostici i propri rapporti (per i motivi che andremo a vedere più sotto) con un il rischio di una guerra che, oltre ad avere risvolti drammatici dal punto di vista sociale, ne avrebbe altrettanti da quello economico andando a distruggere quei pochi debolissimi segnali di ripresa che si stavano cominciando a profilare all’orizzonte. Ma veniamo ai fatti: il Giappone ha accusato la marina Cinese di bloccare i radar delle forze navali giapponesi per ben due volte nelle ultime tre settimane.

guerra cina giappone

Secondo quanto affermato dal ministro della Difesa giapponese, Itsunori Onodera, in una conferenza stampa tenutasi a Tokyo proprio ieri, Gli incidenti radar “sono stati casi che avrebbero potuto portare a una situazione estremamente pericolosa con una sola mossa sbagliata“.

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Berlusconi non può rimborsare l’Imu

Berlusconi, si sa, è solito fare colpi di scena negli ultimi giorni delle campagne elettorali ma quella che ha lanciato stavolta appare più come una provocazione. Da’ltronde chi è più disposto a credere a queste promesse che, poi, vengono puntualmente smentite? Se poi la promessa in questione è quella di rimborsare l’Imu che gli italiani hanno pagato nel 2012… lascia davvero senza parole. Insomma, non solo togliere questa odiata tassa ma perfino rimborsare quella pagata lo scorso anno. Ovviamente si tratta solo di una finta promessa anche perchè questa operazione non ha, al momento, nessuna copertura finanziaria certa. Per meglio dire: Dove pensa di trovare i soldi (parliamo di circa 4 miliardi di euro) visto che le casse dello stato sono assolutamente malandate?

berlusconi

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Italiani sempre più poveri, lo stipendio non basta più

La crisi sta mettendo a durissima prova gli italiani. Questo è quanto emerge dal Rapporto Italia 2013 dell’Eurispes che ha messo in evidenza il momento di fortissimo disagio che le famiglie italiane stanno attraversando. Oltre il 60% di queste non riesce più a far fronte alle spese solo con il proprio stipendio e si vede costretta ad intaccare i propri risparmi. Circa il 70% degli italiani vivono in disagio economico e per l’80% della popolazione la situazione è peggiorata nell’arco degli ultimi 12 mesi. Insomma quello che emerge è un quadro economico e sociale devastante di un paese che sembra aver smarrito la via. Un paese dove oltre il 30% della popolazione si è indebitata, dove cresce vertiginosamente il rischio usura e dove crescono a dismisura i compro oro.

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Quello che è più triste è che gli italiani sembrano essere totalmente indifesi di fronte alla crisi economica che continua imperterrita ad erodere i risparmi e a impoverire sempre di più le famiglie.

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monte dei paschi di siena

Quanto rischiano i correntisti del Monte dei Paschi?

I recenti scandali che hanno investito il Monte dei Paschi di Siena ha posto un pesante interrogativo tra tutti i correntisti della banca: Il Monte dei Paschi può fallire? Che fine faranno i soldi depositati sui conti correnti bancari? Visto che il mio obiettivo è quello di offrire una visione per nulla banale della situazione è bene partire dall’inizio ricapitolando, brevemente, quello che è successo negli ultimi giorni. MPS ha fatto sapere che chiuderà l’esercizio 2012 con una pesantissima perdita che dovrebbe essere superiore ai 2 miliardi di euro (di quanto superiore non ci è dato sapere…). Questa perdita va ad aggiungersi a quella del 2011 di oltre 4 miliardi di euro. Insomma la situazione della Banca è quanto meno disastrosa.

monte dei paschi di siena

Queste perdite (2012 e 2011) sono dovute ad operazioni su derivati (quindi ad altissimo rischio) che sono state sbagliate e che stanno dando il colpo di grazia ai bilanci della società già sotto forte pressione in seguito all’acquisizione di Antonveneta. Intanto per tamponare la situazione Mps è stato costretto a far ricorso all’aiuto pubblico sotto forma di 3,9 miliardi di Monti-bond. Soldi pubblici che, con ogni probabilità, non verranno mai restituiti.

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Aumentano le assicurazioni sui prestiti

Come abbiamo più volte ripetuto la crisi sta profondamante cambiando le nostre abitudini anche quando ci troviamo a dover affrontare la richiesta di un finanziamento. La paura di perdere il lavoro, infatti, ha fatto si che nel corso del 2012 siano aumentate in maniera consistente le polizze assicurative legate ai finanziamenti. Questo, almeno, è quello che emerge da uno studio condotto dal portale prestiti.it che dopo aver analizzato oltre 30 mila preventivi ha evidenziato che nel 26% dei casi le richieste erano comprensive di un’assicurazione. Si tratta di una percentuale estremamente alta ma assolutamente giustificata dall’attuale contesto economico che sta ttraversando il nostro paese.

prestiti e assicurazioni

L’interessante studio realizzato dal portale di comparazione prestiti mostra come e quanto siano fondamentali anche la durata e la finalità del finanziamento stesso. Ad esempio nei prestiti con durata inferiore ai 36 mesi la percentuale di persone che richiede una polizza a garanzia del capitale scende sotto il 23%. Questo perchè la crisi ha diffuso la paura dovuta all’incertezza sul futuro. Cosa accadrà da qui a 4-5 anni? Avro ancora un lavoro?

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Mutui: per i più giovani è una mission impossible

La crisi ha modificato drasticamente il nostro stile di vita anche per quanto riguarda il mondo dei finanziamenti. Se fino a qualche anno fa prendere un mutuo per acquistare una nuova casa non era poi così difficile oggi le cose sono cambiate. Accedere al credito è diventato estremamente complesso specialmente per i più giovani che, oggi più che mai, vivono una situazione di forte precarietà sul fronte del lavoro. Le banche non possono/vogliono rischiare di perdere capitale prestando i soldi a chi “potrebbe” non essere in grado di restituirli, così (come tutti ormai sanno) hanno deciso di rendere sempre più stringenti i vincoli di accesso al credito. Proprio per questo i più penalizzati sono proprio i giovani al di sotto dei 30 anni.

mutui per giovani under 30

Non a caso il comparatore mutui.it ha realizzato e diffuso uno studio al riguardo i cui esiti lasciano, letteralmente, senza parole. Basti pensare che oltre il 23% delle richieste di mutuo degli ultimi 6 mesi sono state realizzate da giovani al di sotto dei 30 anni mentre i mutui poi effettivamente erogati sono solo il 16% del totale. Una differenza notevole che testimonia la difficoltà del momento.

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