Uragano Sandy: danni per 10 miliardi di dollari

L’uragano Sandy, la tempesta perfetta che si sta abbattendo in queste ore sulla costa americana e, in particolare, su New York, potrebbe diventare uno dei più costosi della storia degli Stati Uniti. Secondo le prime stime realizzate dalla società Eqecat, infatti, Sandy potrebbe costare al settore assicurativo una cifra variabile tra i 5 e i 10 miliardi di dollari. Insomma nulla in confronto al famoso uragano Irene che, lo scorso anno, procurò danni per “solo” 4,3 miliardi di dollari. La conferma arriva da Michael Kistler, di Risk Management Solutions Inc., che ha affermato che Sandy ha raggiunto dimensioni maggiori e, sopratutto, si muove molto più lentamente di Irene. Secondo Kistler è realistico pensare che Sandy possa provocare danni di gran lunga maggiori specialmente a New York City.

Proprio New York si conferma la città più colpita dalla tempesta tanto da aver costretto le autorità a tener chiusi anche Wall Street, cosa che non succedeva dal disastro dell’11 Settembre. Insomma si prevede un brutto momento per il settore assicurativo che dovrà far fronte ai danni subiti dai propri clienti.

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Come trovare soluzioni alternative per i propri investimenti

In seguito all’altissima volatilità che caratterizza i mercati azionari e obbligazionari (per non parlare di valute e commodities) molti investitori stanno dedicando sempre più spazio ad investimenti alternativi. Parliamo di opere d’arte, oggetti d’antiquariato ma, anche, di auto e moto d’epoca e altre rarità. Come tutti ben sappiamo, infatti, la diversificazione è alla base di ogni buona strategia di investimento perchè tutela dai rischi di un eventuale crollo di un determinato settore. Così dopo il 2008 va crescendo la percentuale di coloro ritagli una parte del proprio budget per investire in strumenti “meno convenzionali” ma che possono garantire un notevole ritorno economico e, non per ultimo, anche una maggiore soddisfazione.

Ovviamente investire in moto o in opere d’arte è molto più difficile che non investire in azioni visto che oggi, grazie alle piattaforme di trading online, è davvero facile acquistare azioni o qualsiasi altro titolo finanziario senza bisogno di avere un proprio consulente.

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Guida esclusiva: un escamotage (rischioso) per risparmiare sull’rc auto

L’rc auto rappresenta una delle spese più importanti del budget mensile delle famiglie italiane. Proprio per questo ogni soluzione che permetta di risparmiare è ben accetta tanto che circa l’8% degli automobilisti sceglie di sottoscrivere una polizza assicurativa con l’opzione di guida esclusiva. Questo è quanto emerge da uno studio effettuato dal portale facile.it che ha stimato in 2,5 milioni di automobilisti che ricorrono a questo escamotage per pagare meno. In sostanza scegliendo l’opzione guida esclusiva le compagnie di assicurazione applicano uno sconto sulla polizza auto perchè l’unico che avrà diritto di guidare l’auto in questione sarà il titolare della polizza diminuendo sensibilmente il rischio di incidenti.

Tuttavia chi sottoscrive questa opzione corre degli enormi rischi perchè qual’ora dovesse avvenire un incidente e il veicolo è guidato da un’altra persona la compagnia si rifarebbe sull’assicurato. Insomma un rischio enorme che molti italiani decidono di correre nonostante lo sconto applicato dalle compagnie non sia poi così elevato.

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Grecia: un paese distrutto dalla crisi?

Il punto di domanda nel titolo è d’obbligo. Sul fatto che la Grecia sia un paese allo sbando con un tasso di povertà in continua e veloce crescita non ci sono dubbi, quello che più lascia perplessi è il motivo che ha ridotto il paese in queste condizioni. La crisi economica ha avuto un forte impatto sui conti della Grecia che, come si è scoperto, erano stati truccati per permetterle di entrare nell’euro. Tuttavia le misure di austerity legate agli aiuti offerti dalla comunità internazionale per salvare il paese hanno avuto un impatto devastante raggiungendo il solo scopo di tenere a galla un cadavere.

Secondo i dati elaborati da ilsole24ore.com la Grecia è avviata ad affrontare il quinto anno consecutivo di recessione. Dopo una contrazione del Pil del 6,9% nel 2011, per l’anno in corso ci si aspetta un bel -7%. Male anche le previsioni per il 2013 dove il Pil dovrebbe subire una contrazione del 2%. “Se cade il Pil (che si è eroso del 25% dal 2009) il rapporto debito/ricchezza lorda non può che alzarsi anziché diminuire come negli auspici dei piani di salvataggio della Troika”.

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