Alert: Monte dei Paschi e Mediaset

Piazza Affari ieri ha vissuta un’altra giornata di passione (l’ennesima) che l’ha spinta ad un ribasso di oltre il 2% per poi chiudere la giornata con un -1,18%. A guidare l’ondata dei ribassi sono state Mediaset e il Monte dei Paschi di Siena. La prima ha chiuso sui minimi di sempre a 1,452 euro (-11,35%) per via dei conti disastrosi relativi al 2011 e alle previsioni per il 2012, mentre la seconda si è fermata a quota 0,2334 euro ad azione (-6,94%) in seguito alle perquisizioni della Guardia di finanza negli uffici della banca in seguito alle indagini della Procura della Repubblica di Siena che sta indagando per l’ipotesi di aggiotaggio. Ovviamente entrambi i titoli sono stati penalizzati anche dal forte sentimento negativo che aleggia in questi giorni sui listini di tutto il mondo per via dell’esito delle elezioni in Grecia e delle indiscrezioni che darebbero la Germania pronta a far uscire Atene dall’eurozona.

Ovviamente in questo contesto i mercati sono estremamente volatili e tendono a esaltare i movimenti al rialzo o al ribasso specialmente quando trapelano indiscrezioni molto forti sul destino dell’eurozona considerato ancora l’argomento chiave su cui si gioca il futuro dei principali paesi del vecchio continente.

Leggi tutto

Il declino del lavoro in Italia

Nei giorni scorsi l’Itat, come vi abbiamo prontamente riportato, ha diffuso il suo ultimo report sulla disoccupazione italiana aggiornata a Marzo 2012 mettendo in luce una situazione disastrosa. Il dato, ossia la disoccupazione che ha raggiunto il 9,8%, non è drammatico (c’è chi, come la Spagna, sta molto peggio di noi) ma lo è il trend. In questi giorni ci siamo presi la briga di spulciare negli archivi dell’Istat analizzando tutti i dati sul lavoro dal 2007 ad oggi e quello che emerge è un trend in rapidissima ascesa che ci ha visto passare da un tasso di disoccupazione del 6,1% nel 2007 al 9,8% di Marzo 2012. Un trend che sembra essere inarrestabile e che potrebbe non essere arrivato ancora a toccare il picco più alto. Il grafico che abbiamo realizzato è alquanto eloquente mostrando una curva costante sinonimo di centinaia di migliaia di posti di lavoro bruciati nell’arco di pochi anni.

Come si evince dal grafico la disoccupazione è tornata ad impennarsi già dal 2008, ossia quando ancora gli effetti della crisi finanziaria non avevano raggiunto l’econimia reale europea ed è andata via via intensificandosi negli anni successivi. Tra il 2010 e il 2011 non c’è stato alcun aumento, fatto che poteva indurre a pensare ad un cambio di rotta e ad una lenta ripresa dell’economia della zona euro.

Leggi tutto

Grecia: l’uscita dall’euro è imminente

I risultati delle elezioni greche si sono dimostrati, per il momento, estremamente fallimentari. I partiti faticano a trovare un accordo che porti alla formazione di un governo stabile che possa approvare le misure di austerity imposte dalla comunità internazionale come contropartita degli aiuti finanziari senza i quali Atene non avrà nemmeno i soldi per pagare stipendi e pensioni. Le “Inconcludenti elezioni“, come sono state ribattezzate dal Wall Street Journal, sono state viste da molti come un possibile inizio della fine che porterà la Grecia fuori dalla moneta comune. Insomma l’uscita della Grecia dall’euro, che fino a pochi mesi fa veniva data per impossibile, appare oggi come una delle soluzioni più probabili anche se le sue conseguenze potrebbero essere drammatiche.

Citigroup da per certa l’uscita dall’euro della Grecia entro e non oltre 18 mesi mentre altre banche d’affari, pur non pronunciandosi sulla tempistica, danno l’uscita dall’euro come soluzione probabile al 70-80%. L’eurozona si trova nel pieno della peggiore crisi della sua storia con paesi come la Spagna, l’Italia e la Francia che, per motivi diversi, rischiano un tracollo delle proprie economie nazionali.

Leggi tutto

Spagna: attenzione alla bomba Bankia

Con nostro grande stupore la notizia non ha avuto un gran risalto tra i media italiani eppure si tratta di una vera e proprio bomba. La Spagna, infatti, si appresta a salvare la prima banca iniettando circa 10 miliardi di euro (parliamo di soldi pubblici) nelle casse di Bankia. La notizia, gravissima, rischia di passare in sottotono. Ormai, quasi ogni giorno, arrivano notizie negative che gettano pessimismo sull’esito della crisi per l’Europa. Ieri, infatti, le borse hanno vissuto l’ennesima giornata di passione per colpa della Grecia visto che le forze politiche uscite dalle elezioni non sono in grado di formare un governo. I nostri lettori erano ampiamente a conoscenza del pericolo (ne avevavamo parlato qui) e quello che sta accadendo è, non a caso, l’ipotesi più negativa tra quelle da noi propsettate. Ora, mentre tutti guardano alla Francia e, sopratutto, alla Grecia il rischio che il colpo di grazia arrivi proprio dalla Spagna è altissimo.

La questione di Bankia è molto delicata tanto che i cittadini spagnoli si sono infuriati minacciando una manifestazione contro l’intervento dello stato. D’altronde in un momento di grandissima difficoltà economica in cui il paese deve fare i conti con una disoccupazione oltre il 20% non va proprio già che vengano utilizzati 10 miliardi per salvare le casse di una banca.

Leggi tutto

Boom di biciclette made in Italy: +16,6%

Sarà per il caro carburanti ma il settore della produzione di biclette ha registrato un vero e proprio boom se consideriamo anche il difficile contesto economico che stiamo attraversando. Nel 2011 l’export nel mercato delle biclette è cresiuto del 16,6% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 135,8 milioni di euro all’anno. Un risultato eccezionale che dimostra la qualità del made in Italy e di quanto possa essere importante per la nostra economia. Nel nostro paese, infatti, ci sono 657 fabbriche di bici con una crescita su base annua del 2,5%. Lo scettro di regione che può vantare il maggior numero di fabbriche del settore spetta alla Lombardia, con circa 133 aziende in attività mentre la provincia di Milano si colloca al quarto posto tra le provincie con 42 imprese. Prima tra le provincie è la città di Padova con ben 63 aziende che si occupano della produzione di bici.

Ma dove vanno a finire queste biciclette? Il mercato che assorbe maggiormente la nostra produzione è la Francia con una quota del 53,8%, seguita dalla Spagna (14%) e dalla Germania (6,4%). Molto bene anche l’Ungheria e la Romania che, in assoluto, fanno registrare l’aumento più forte di importazioni italiane.

Leggi tutto

Caro prezzi: pane quanto mi costi?

Prendendo spunto da una recente indagine di Altroconsumo che ha rilevato i prezzi di alcuni prodotti di largo consumo nelle principali città italiane eccoci a parlare di un argomento un po insolito per questo giornale online: il pane. Secondo l’indagine, infatti, i prezzi del pane, l’alimento più diffuso e alla base della nostra alimentazione, hanno subito una vera e propria impennata con costi che possono superare anche i 5 euro al chilo di media. Ma perchè tanto interesse per il prezzo del pane? Il pane, da sempre, è considerato l’alimento più diffuso nel nostro paese per via del suo basso costo che lo ha sempre reso disponibile a tutti. Oggi, grazie a questa indagine di Altroconsumo scopriamo che non sempre è così e che spesso può risultare più conveniente tornare a prepararlo in casa come si faceva una volta.

Tra le città meno care spicca, ovviamente, napoli dove il pane può essere acquistato alla metà dei prezzi che di Bologna o Milano. Proprio le città del nord, infatti, sono quelle che mediamente hanno fatto registrare il costo più alto sia per quanto riguarda le rilevazioni dai fornai che presso la grande distribuzione.

Leggi tutto

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi