Caro prezzi: pane quanto mi costi?

Prendendo spunto da una recente indagine di Altroconsumo che ha rilevato i prezzi di alcuni prodotti di largo consumo nelle principali città italiane eccoci a parlare di un argomento un po insolito per questo giornale online: il pane. Secondo l’indagine, infatti, i prezzi del pane, l’alimento più diffuso e alla base della nostra alimentazione, hanno subito una vera e propria impennata con costi che possono superare anche i 5 euro al chilo di media. Ma perchè tanto interesse per il prezzo del pane? Il pane, da sempre, è considerato l’alimento più diffuso nel nostro paese per via del suo basso costo che lo ha sempre reso disponibile a tutti. Oggi, grazie a questa indagine di Altroconsumo scopriamo che non sempre è così e che spesso può risultare più conveniente tornare a prepararlo in casa come si faceva una volta.

Tra le città meno care spicca, ovviamente, napoli dove il pane può essere acquistato alla metà dei prezzi che di Bologna o Milano. Proprio le città del nord, infatti, sono quelle che mediamente hanno fatto registrare il costo più alto sia per quanto riguarda le rilevazioni dai fornai che presso la grande distribuzione.

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La visione del mercato di Buffett

In un’intervista alla Cnbc Warren Buffett ha dato la sua visione del mercato accennando a molti temi caldi del momento come le elezioni in Francia e in Grecia e alla quotazione di Facebook. Come sempre le opioni di Warren Buffett, detto anche lìoracolo di Omaha per la sua capacità di prevedere i movimenti sui mercati finanziari, sono tenute in altissima considerazione. Spesso Buffet è riuscito a dare la giusta lettura ai segnali che provenivano dai mercati dimostrando di poter anticipare i trend anche in momenti difficili come quelli che abbiamo attraversato dal 2008 ad oggi. E proprio in questo contesto di caos dove la crisi europea rischia di travolgere il vecchio continente è molto interessare sapere cosa ne pensa uno dei maggiori investitori del mondo.

Secondo l’oracolo di Omaha l’eurozona sta faticando a trovare una soluzione ai propri problemi ma, alla fine, la strada per uscire dalla crisi sarà trovata. Le elezioni in Francia e in Grecia sarebbero la prova che a breve, in Europa, ci saranno delle novità da cui dipenderà la sopravvivenza dell’euro e delle economie degli stati membri.

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Report sul Monte dei Paschi di Siena

Il programma di approfondimento di rai 3, Report, ha parlato ieri sera del Monte dei Paschi di Siena spiegando gli intrecci che hanno caratterizzato la governance della più antica banca del mondo. Il monte dei paschi, infatti, oggi deve fare i conti con un bilancio disastroso imputabile, secondo molti, all’acquisizione di Banca Antonveneta e alla speculazione finanziaria fatta in modo spregiudicato. Fin quando l’istituto di credito ha fatto dell’attività creditizia il proprio core business, infatti, non ci sono stati grossi problemi di bilancio. Problemi che sono arrivati quando la banca ha cominciato a investire in prodotti finanziari estremamente rischiosi e a procedere ad acquisizioni svantagiose.

Ovviamente MPS non è l’unica banca italiana ad essere messa male (abbiamo già ampiamente parlato di Unicredit e di Intesa) ma la particolarità della sua struttura e il peso della sua storia ne fa un caso che meriterebbe molta attenzione anche da parte del governo.

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Elezioni: ecco i rischi per l’Europa

Come tutti ben sappiamo i risultati delle elezioni in Francia e in Grecia hanno confermato quello che ci si aspettava, ossia che l’Europa così com’è stata fino ad oggi non piace più a nessuno. Non a caso in Francia ha vinto Hollande, candidato socialista che ha basato la sua campagna elettorale contro la linea di austerity decisa dall’asse Merkel-Sarkozy, e in Grecia hanno vinto le forze politiche minori contrarie, chi più chi meno, alle misure drastiche imposte dalla comunità internazionale quale punto focale per l’erogazione degli aiuti. Insomma la giornata di ieri potrebbe aver disegnato un’Europa nuova e, per certi versi, anche un’Europa migliore dove si ricominci a parlare di crescita senza la quale diventa un po difficile sperare di uscire dalla più grande crisi economica di tutti i tempi.

D’altronde le misure prese in sede europea per fronteggiare la crisi, fino ad ora, non hanno portato altri risultati se non il peggiorare la situazione imponendo vincoli di bilancio rigidissimi a tutti quei paesi che, al contrario, avrebbero dovuto spendere di più per poter ridare slancio all’economia senza portarla in recessione come invece sta avvenendo.

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Analisi dei mercati: ci attendono settimane di passione

Gli occhi sono tutti puntati su quello che, a tutti gli effetti, può essere considerato l’indice guida mondiale, ossia lo SP500. A quanto sembra il “tanto atteso” ritraccio di Maggio non dovrebbe tardare ad arrivare visto che la scorsa settimana è stata la peggiore dal 16 Dicembre. L’indice, infatti, si è portato pericolosamente nelle vicinanze dell’importante supporto dei 1340 punti che, se dovesse cedere, darebbe spazio a dei sell molto più corposi almeno fino a quota 1248-1260 punti. Secondo l’opinione di Scott Brown, capo economista di Raymond James, gli occhi degli investitori sarebbero puntati tutti sull’Europa e, in particolare, sulle elezioni in Grecia e in Francia che potrebbero avere un impatto fortissimo sui mercati. In un’intervista al denverpost Scott Brown ha dichiarato che “La Germania e la Francia hanno imposto la propria volontà al resto d’Europa; se si venisse a creare una crepa, i mercati potrebbero esserne sconvolti“.

Insomma cosa ci aspetterà nelle prossime settimane? Quello che è certo, stando anche ai primi risultati delle elezioni, è che i prossimi giorni saranno caratterizzati da una fortissima volatilità sui mercati con la possibilità che si verifichino dei sell molto violenti seguiti ad altrettanto violente risalite.

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Quanto vale Facebook?

Facebook, come tutti ormai sanno, si appresta ad essere quotato in borsa raccogliendo circa 96 miliardi di dollari (centesimo più, centesimo meno). Si tratta della più importante quotazione di tutti i tempi e permetterà al giovane Zuckerberg di raccogliere circa 19 miliardi di dollari. L’ipo, l’offerta pubblica iniziale, dovrebbe aggirarsi tra i 28 e i 35 dollari ad azione raccogliendo, subito, circa 13,6 miliardi di dollari, ossia ben 7 volte quello che riuscì a raccogliere Google nell’ormai lontano 2004. Insomma la quotazione in borsa del social network è attesa con ansia dagli appassionati e dagli investitori che credono in un possibile ampliamento del business che gli ruota attorno. In particolare la vicenda sta generando molta curiosità nei confronti dei piccoli risparmiatori intenzionati ad investire nel social network non appena le azioni verranno quotate sul Nasdaq.

Tuttavia prima di compiere passi affrettati lasciandosi guidare dai luoghi comuni è bene analizzare con attenzione quelle che potrebbero essere le prospettive di crescita del social network, specialmente dal punto di vista dei ricavi perchè proprio questo è l’aspetto fondamentale per capire quanto possa essere conveniente puntare sul titolo.

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