Nei giorni scorsi l’Itat, come vi abbiamo prontamente riportato, ha diffuso il suo ultimo report sulla disoccupazione italiana aggiornata a Marzo 2012 mettendo in luce una situazione disastrosa. Il dato, ossia la disoccupazione che ha raggiunto il 9,8%, non è drammatico (c’è chi, come la Spagna, sta molto peggio di noi) ma lo è il trend. In questi giorni ci siamo presi la briga di spulciare negli archivi dell’Istat analizzando tutti i dati sul lavoro dal 2007 ad oggi e quello che emerge è un trend in rapidissima ascesa che ci ha visto passare da un tasso di disoccupazione del 6,1% nel 2007 al 9,8% di Marzo 2012. Un trend che sembra essere inarrestabile e che potrebbe non essere arrivato ancora a toccare il picco più alto. Il grafico che abbiamo realizzato è alquanto eloquente mostrando una curva costante sinonimo di centinaia di migliaia di posti di lavoro bruciati nell’arco di pochi anni.

Come si evince dal grafico la disoccupazione è tornata ad impennarsi già dal 2008, ossia quando ancora gli effetti della crisi finanziaria non avevano raggiunto l’econimia reale europea ed è andata via via intensificandosi negli anni successivi. Tra il 2010 e il 2011 non c’è stato alcun aumento, fatto che poteva indurre a pensare ad un cambio di rotta e ad una lenta ripresa dell’economia della zona euro.




