Prezzi record, inflazione fuori controllo

Al di la di quello che i media ci propinano la realtà è una sola: i prezzi dei beni di prima necessità sono in costante aumento, al punto tale da rendere l’inflazione pericolosamente fuori controllo. Secondo quanto dichiarato dall’Istat nelle stime preliminari i prezzi dei prodotti che acquistiamo con maggior frequenza è aumentato del 4,7% nel mese di Aprile ossia il valore più alto degli ultimi 4 anni. Si tratta di un rialzo trainato, per lo più, dal caro carburanti che, come avevamo ampiamente previsto, ha spinto al rialzo il prezzo di molti generialimentari e di largo consumo. L’aumento dei prezzi insieme al forte aumento della pressione fiscale è una morsa che rischia di dare il colpo di grazia alla nostra economia nazionale. Non a caso anche la disoccupazione fa registrare un’impennata arrivando molto vicina alla soglia del 10% con un tasso che si dimostra il più alto da 11 anni a questa parte.

Foto tratta da: giornalettismo.com

Secondo uno studio del Codacons, la famosa associazione dei consumatori, questo aumento dei prezzi si traduce, mediamente, in una maggiore spesa di 686 euro l’anno per una famiglia tipo di 4 persone. Insomma ad ogni famiglia sono necessari almeno 55-60 euro in più ogni mese solo per acquistare i beni di prima necessità come, appunto, la spesa alimentare.

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Diversificare i propri investimenti

L’importanza di diversificare i propri investimenti è fondamentale per ridurre il livello di rischio a cui assoggettare i propri risparmi. Attraverso una buona diversificazione, infatti, è possibile ridurre sensibilmente la possibilità di perdere il proprio denaro e, proprio per questo, rappresenta uno step fondamentale per qualsiasi risparmiatore. Ma oltre a diversificare i propri strumenti (ad esempio una parte in azioni, una in obbligazioni e una parte nel mattone) sarebbe opportuno anche diversificare in ambito territoriale. Questo, al di la di quanto si possa pensare, è una cosa alla portata di tutti, anche di chi non dispone di grandi capitali ma, semplicemente, vuole avere una maggiore serenità in un contesto economico e finanziario come quello che stiamo attraversando. L’instabilità politico economica dell’unione Europea sta portando ad una profonda instabilità dei mercati con la conseguenza di far correre grandi rischi a quegli investitori che non hanno grande esperienza dei mercati finanziari e con non possono seguire con attenzione gli sviluppi della crisi.

Proprio per questo impostare fin da subito il proprio portafoglio nella maniera ottimale permette successivamente di godere di maggiore serenità. Come dicevamo la diversificazione in ambito territoriale è estremamente importante. In un articolo del Wall Street Journal si parla proprio di questo e della difficoltà degli americani ad accettare di investire al di fuori dei confini nazionali.

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Semplificazioni fiscali: rateizzare le imposte

Uno degli effetti del decreto sulle Semplificazioni fiscali è quello di rendere più semplice la rateizzazione delle imposte. Questo è un aspetto estremamente importante visto che sempre un maggior numero di contribuenti chiede di poter rateizzare il pagamento delle tasse anche in seguito alla crisi economica che sta mettendo in seria difficoltà i cittadini. In sostanza il provvedimento permette di rateizzare sempre la cartella di pagamento (anche con l’applicazione di una rata crescente al posto di quella costante) e stabilisce che la rateazione decade solo nel caso non si paghino almeno 2 rate consecutive. Insomma un piccolo passo in avanti che renderà meno difficile, per i contribuenti italiani, poter dilazionare il pagamento di una cartella esattoriale.

Proprio per questo cerchiamo di capire come funzioni la rateazione delle tasse anche in virtù delle novità introdotte dal decreto sulle Semplificazioni Fiscali approvato di recente. Qui di seguito è possibile trovare un piccolo schema che riassume, brevemente, alcune delle cose da sapere quando si procede alla dilazione di una cartella esattoriale.

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Altri 230 farmaci acquistabili al supermercato

Le liberalizzazioni del settore farmaceutico approvate dal governo, dopo aver suscitato tanto clamore per le pesanti proteste del settore, stanno permettendo, alle catene della grande distribuzione e alle parafarmacie, di vendere quelle medicine che non richiedono l’obbligo della prescrizione medica. In tutto questo dovrebbe guadagnarci il consumatore, ovvero tutti noi, visto che si stima un risparmio medio del 20%. Questi farmaci, infatti, verranno offerti da molti punti vendita con il risultato di creare maggiore concorrenza diminuendone il costo. Proprio in questi giorni è stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale, la lista dei nuovi 230 farmaci che saranno disponibili anche al di fuori delle farmacie.

Ma il decreto legge contiene anche una lista di 117 farmaci per i quali la commissione consultiva dell’AIFA valuterà, nelle prossime settimane, la possibilità o meno di essere venduti anche negli esercizi commerciali previsti dal decreto Bersani del 2006. Insomma da qui a breve la lista dei farmaci acquistabili presso la grande distribuzione e le parafarmacie potrebbe ampliarsi ulteriormente.

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I conti di Deutsche bank, Santander e Barclays

L’Europa sta vivendo una delle peggiori crisi economiche della storia eppure 3 delle più grandi banche del continente Barclays, Deutsche Bank e Banco Santander, hanno presentato dei risultati non eccessivamente deludenti nel primo trimestre dell’anno. Secondo il Wall Street Journal questa sarebbe la dimostrazione che, anche durante una crisi finanziaria, gli istituti di credito possono continuare a sfornare miliardi di profitti all’anno. Tuttavia lo stesso quotidiano online ribasce che le previsioni per il resto dell’anno sono decisamente più pessimistiche. Insomma il 2012 potrebbe rivelarsi un anno molto più difficile per le banche di quanto il primo trimestre non abbia fatto capire. Questo perchè i conti delle banche, fino ad ora, sono state influenzate dalle iniziezioni di liquidità della Bce, operazione  che a quanto pare non verrà ripetuta nuovamente.

Così se Deutsche Bank ha presentato dei risultati buoni, ma al di sotto delle stime degli analisti, ora gli occhi sono puntati su Banco Santander che rischia di finire male il 2012 per via del crescente deterioramente dell’economia spagnola. Un’economia che, lo ricordiamo, deve fare i conti con una disoccupazione sopra il 20% e un debito pubblico in forte crescita.

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Lo scandalo delle 400 auto blu

Se da un lato il governo chiede sacrifici agli italiani, dall’altro i nostri politici sembrano non volerne sentire. Così dopo lo scandalo della commessa per gli aerei militari arriva il bando di concorso per l’acquisto di circa 400 auto blu per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Una vergogna in un paese come il nostro che ha più auto blu (se si considerano le stime non ufficiali) degli interi Stati Uniti che pur possono vantare 5 volte la nostra popolazione. Ovviamente è arrivata una pronta smentita da Palazzo Chigi ribadendo che si tratterebbe di un semplice accordo quadro che potrà essere utilizzato per rinnovare il parco auto degli uffici delle pubbliche amministrazioni. In sostanza “il governo non acquisterà nuove auto blu nel 2012 e auspica, per le amministrazioni territoriali, l’adozione di un’analoga impostazione“. Tuttavia la notizia ha fatto il giro dei social network scatenando (giustamente) reazioni furiose da parte dei cittadini.

Tanto per fare un esempio (come si evince anche dal grafico qui sopra) le auto blu in Italia sono decisamente superiori a quelle di tutti gli altri paesi europei. L’Italia ha più auto blu di Portogallo e Giappone messi insieme. Un eccesso che costa decine di milioni di euro che potrebbero tranquillamente essere tagliati, almeno in parte.

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