S&P declassa il debito spagnolo

Anche se qui ad economyonline non teniamo particolarmente in considerazione i giudizi delle società di rating l’ennesimo declassamento del debito spagnolo da parte di Standard & Poor’s è una notizia che merita uno spunto di riflessione. Per prima cosa il fatto. S&P ha declassato il rating del debito sovrano della Spagna a BBB+ (sceso di 2 gradini) con outlook negativo. Ma non è tanto nel rating in se per se che si deve focalizzare l’attenzione quanto alla sua motivazione: il rischio di sostenibilità per il sistema bancario. Questa semplice frase nasconde qualcosa di inquietante, ossia il rischio che le banche abbiano, nel breve periodo, bisogno di un sostegno da parte dello stato iberico. Questo, ovviamente, rischia di penalizzare ulteriormente la Spagna, già in sofferenza per via della situazione economica interna ai propri confini nazionali, ma anche i paesi ad essa collegata come l’Italia, la Francia e perfino la Germania.

Il downgrade di S&P avrà l’effetto di rendere più costoso il rifinanziamento del debito del paese visto che già dalle prime ore della mattinata lo spread ha ripreso a correre tornando sopra i 430 punti base in rialzo di quasi il 5%. Ma come era inevitabile che fosse torna a crescere anche lo spread degli altri paesi dell’eurozona con quello italiano che supera i 411 punti base.

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Crollano gli utili della Deutsche Bank

Se anche la più grande banca europea comincia a scriocchiolare forse anche i più scettici cominceranno a rendersi conto che la crisi è ben lontana dall’essere superata. Il colosso tedesco Deutsche Bank, infatti, ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile di 1,38 miliardi di euro, ossia il 31% in meno di quanto fatto registrare lo scorso anno (2,02 miliardi di euro). Sempre rispetto allo scorso anno i ricavi sono diminuiti del 12% a 9,2 miliardi di euro. Una performance ampiamente al di sotto delle aspettative degli analisti come testimonia anche l’analoga giornata borsistica del titolo che ha decisamente sotto performato l’indice perdendo oltre il 3% come possiamo vedere dal grafico qui sotto.

D’altronde le parole dell’amministratore delegato, Josef Ackermann, sono state eloquenti: “in questo contesto i mercati finanziari rimangono cauti, così come abbiamo visto in aprile, con l’appetito per il rischio degli investitori marcatamente inferiore“. Tuttavia i vertici della banca sottolineano come le performance vadano viste all’interno di un quadro economico sfavorevole e, proprio per questo, l’andamento dell’istituto di credito continuerebbe ad essere molto solido.

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L’Unione Europea e gli aiuti all’Ungheria

L’Ungheria, come avevamo anticipato per tempo, è un paese che sta vivendo un momento di grande difficoltà. La notizia di questi giorni è che sono riprese le trattative per dar vita ad un possibile aiuto finanziario al paese per permettere il rifinanziamento dei 4 miliardi di euro di debito in scadenza nel corso di quest’anno. Questo martedì Barroso, presidente della Commissione Europea, e Vicktor Orban, primo ministro ungherese, si sarebbero incontrati per decidere in merito alle richieste fatte dalla UE in merito a degli squilibri democratici all’interno del paese dovuti ad una proposta di legge che minerebbe l’indipendenza dei giudici e l’equità dei processi. Insomma l’Europa si trova a dover sostenere un’altro paese dell’unione anche se, questa volta, si parla di cifre sensibilmente ridotte rispetto a quanto già stanziato a Irlanda, Portogallo o Grecia.

Tuttavia, secondo indiciscrezioni, sembra che sul piatto della trattativa ci siano anche modifiche all’attuale politica fiscale del governo del paese. Insomma le posizioni sembrano, al momento, molto distanti ma la necessità di un aiuto finanziario che aiuti a stabilizzare i titoli di stato del paese sul mercato finanziario fanno pensare che l’accordo sia molto vicino.

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Grecia fuori dall’Euro entro 2 anni

Le parole del governatore della Banca centrale greca, George Provopoulos, sono state eloquenti: “la Grecia è di fronte a una scelta netta e storica tra ricostruire la sua economia all’interno dell’Eurozona e con il sostegno dei partner, o rimettere indietro l’orologio di decenni, perdere anni di progresso economico e alla fine uscire dall’euro e dalla Ue“. Questo, in sintesi, è il succo del discorso che ha caratterizzato l’intervento del governatore ad Atene che ha anche avvertito che la Grecia è nel 5° anno consecutivo di recessione. Secondo Provopoulos non esistono modi semplici per uscire dalla crisi: sia una eventuale uscita dall’Euro che una permanenza all’interno dell’unione monetaria comportano sacrifici per la popolazione prima di poter tornare a guardare al futuro con successo. Tuttavia l’ipotesi peggiore sarebbe quella di non prendere scelte nette.

In sostanza il riferimento del governatore della banca greca è alle prossime elezioni che si terranno il 6 Maggio (in concomitanza del 2° turno delle presidenziali francesi) e in cui il paese è chiamato a fare scelte nette perchè eventuali titubanze proietterebbero il paese in una recessione ancor più grave. Insomma o si sceglierà di andare a perseguire gli obiettivi imposti dalla comunità internazionale o si sceglierà la strada altrettanto dolorosa di uscire dall’euro.

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Microcredito: l’unica alternativa all’usura

Il microcredito è una soluzione alternativa per chi necessita di piccoli prestiti ma è impossibilitato ad accedere ai classici prodotti bancari perchè ritenuto non affidabile o solvibile. Ultimamente, per via della pesantissima crisi economica che sta mettendo in grossa difficoltà famiglie e imprese, si sta tornando a parlare di questo strumento come di una valida alternativa al ricorso di canali pericolosi come quelli relativi all’usura. D’altronde la situazione di molte persone è davvero drammatica e il ricorso all’usura è un pericolo che si fa ancor più preoccupante. Il Microcredito può essere una valida alternativa per rimanere nella legalità e non correre tutti i rischi che il ricorso all’usura comporta. Quello che in pochi sanno è che il microcredito è previsto dalla Commissione Europea per gli Investimenti (BEI) con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) che offrono questo strumento a tutti quei soggetti che rischiano di diventare possibili vittime delle associazioni criminali.

Si tratta di piccoli finanziamenti che permettono alle persone in difficoltà, siano essi imprenditori o privati, di riuscire ad affrontare questo momento di crisi senza dover ricorrere a soluzioni illegali o pericolose per se stessi e la propria famiglia. Tuttavia, essendoci poca informazione in merito, è bene fare un po di chiarezza e dare qualche indicazione utile al riguardo.

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