Crisi e consumi: cosa fare gratis

La crisi ha costretto le famiglie italiane a tagliare i consumi. D’altronde la disoccupazione continua ad aumentare, le aziende continuano a chiudere e i dati sulla fiducia dei consumatori sono in picchiata libera. Per questo i consumatori sono sempre più alla ricerca di soluzioni gratuite, specialmente per quanto riguarda l’intrattenimento, una voce di spesa non indispensabile su cui molti nuclei familiari hanno deciso di tagliare. Infatti, spesso, basta un po di fantasia e un minimo di informazione per trovare numerose cose da fare nella propria città senza spendere nemmeno 1 euro. Visitare un museo, organizzare una gita di un giorno o partecipare a mostre ed eventi enogastronomici permette di divertirsi senza spendere soldi e combattere nel migliore dei modi questa crisi economica con cui, probabilmente, saremo costretti a fare i conti per tutto il 2012.

Noi di economyonline abbiamo voluto realizzare una piccola guida con alcuni interessanti consigli su cosa fare senza spendere soldi. Si tratta di una piccola guida dedicata a tutti coloro vogliano organizzare delle piacevoli giornate o serate in compagnia della propria famiglia o dei propri amici senza dover spendere nulla o quasi.

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Crolla il mercato dell’auto: a Marzo -26%

In un momento di fortissima crisi come quello che stiamo attraversando era inevitabile. Il mercato dell’auto nel mese di Marzo è letteralmente crollato facendo registrare un -26,7% di veicoli venduti rispetto a Marzo del 2011. Sono state vendute esattamente 138.137 veicoli contro i quasi 190 mila di un anno fa. D’altronde Marchionne lo aveva largamente anticipato che il mese appena passato sarebbe stato disastroso per il settore arrivando ad ipotizzare un calo intorno al 30-40%. Fiat, così, fa registrare il peggior calo dal 1980 con le immatricolazioni che scendono del 35,6% rispetto ad un anno fa a quota 35.942 vetture. Ma il dato più preoccupante è che la casa torinese continua a perdere quota di mercato scendendo al 26% (prima era poco meno del 30%) segno che, forse, oltre alla crisi del settore e al calo generalizzato la Fiat dovrebbe rivedere il proprio piano industriale per l’Europa.

Certo andrebbe sottolineato che questo dato, drammatico, è stato condizionato da una serie di eventi sfavorevoli come l’esplosione dei prezzi della benzina (che ormai si sono assestati poco sotto i 2 euro) e lo sciopero dei conducenti delle bisarche che hanno impedito di evadere gli ordinativi in sospeso rendendo ancor più drammatici i numeri delle immatricolazioni di Marzo.

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Italia: è allarme disoccupazione

L’economia italiana è in fortissima sofferenza come testimonia il dato diffuso ieri sulla disoccupazione a Febbraio che con il 9,3% fa registrare il picco più alto da Gennaio 2004 con un aumento su base annuale del 16,6%. Questo significa che a Febbraio i disoccupati nel nostro paese sono aumentati di 335 mila unità rispetto allo stesso mese del 2011. Un dato disastroso che rende impossibile qualsiasi speranza di ripresa economica nel brevissimo periodo e fa capire quanto lavoro ci sia da fare prima che questo trend possa essere invertito. La situazione, infatti, diventa ancor più grave se si valutano i dati della disoccupazione giovanile, ossia dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, che a Febbraio sale al 31,9%. Certo si potrebbe sembre vedere il rovescio della medaglia, ossia che la media della disoccupazione nell’eurozona è al 10,8%, che in Spagna è al 23,6% e che in Italia è “solo” al 9,3%.

Tuttavia proprio le caratteristiche della nostra economia, con l’alto debito pubblico che si avvicina pericolosamente a quota 2000 miliardi di euro, ci impongono di trovare al più presto un rimedio per far tornare le imprese ad assumere. Solo contenendo la disoccupazione su valori al di sotto dell’8%, infatti, è pensabile poter pensare ad una ripresa economica.

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Come gestire una vincita milionaria

Sul wall street journal è stato pubblicato un articolo estremamente controverso in cui si parla delle difficili scelte che dovranno affrontare i 3 vincitori della lotteria americana che si sono portati a casa, complessivamente, la bellezza di oltre 600 milioni di dollari. E’ ovvio che, in un momento di crisi economica come quella che stiamo attraversando, la scelta difficile è quella relativa a come arrivare alla fine del mese più che come gestire un patrimonio immenso ottenuto grazie ad una vincita. Tuttavia è comprensibile che una persona normale possa avere un primo momento di sbandamento nel dover gestire tutti questi soldi, soldi che difficilmente si sarebbero mai potuti gudagnare in una vita di lavoro. Negli Usa, ad esempio, vi è la possibilità di ottenere la vincita in un’unica soluzione o in 26 rate annuali, scelta che consente di gestire un po per volta il denaro e di non rischiare di bruciare l’intera vincita in pochi anni.

In Italia, invece, le vincite possono essere riscosse in un’unica soluzione nelle modalità espressamente indicate dalla società che gestisce il gioco. Il più famoso è, ovviamente, il superenalotto, l’unico che consente vincite lontanamente paragonabili a quelle americane. Tuttavia sembra che la possibilità di avere una rendita annuale faccia gola a tanti come testimonia il recente successo del win for life, gioco che consente di ottenere una rendita dai 1000 ai 10000 euro al mese per 20 anni.

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Quanto spendiamo per l’energia?

Ogni giorno qualsiasi azione eseguiamo consumiamo energia. Che sia accendere una lampadina, la televisione o il computer consumiamo energia elettrica così come quando andiamo a lavoro in auto consumiamo carburanti… in sostanza ogni nostro movimento ha un costo ben preciso che, in un contesto di difficoltà economica come quello che stiamo attraversando, necessita di essere ponderato con attenzione. Secondo le nostre stime una famiglia di 4 persone con 2 auto spende, mediamente, 100 euro al mese di energia elettrica e gas e circa 400 euro al mese di carburanti per i propri veicoli. Parliamo, quindi, di almeno 500 euro al mese necessari solo per sostenere il consumo di energia di cui le nostre abitudini necessitano. Ecco spiegato il motivo per cui ottimizzando al meglio queste abitudini possiamo ridurre sensibilmente il budget familiare da impiegare per sostenere queste spese di cui, spesso, nemmeno ci rendiamo conto.

Chi di noi ha mai pensato a quanto sta spendendo nel momento in cui utilizza un elettrodomestico o accende il riscaldamento della propria casa in inverno? Sono gesti che, ormai, vengono dati per scontati senza porsi l’interrogativo su quanto questi possano influire sul bilancio mensile del proprio nucleo familiare.

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Nel 2011 fallite oltre 11 mila aziende

La crisi continua a far sentire i propri devastanti effetti. Nel 2011, secondo la CGIA, hanno chiuso oltre 11 mila aziende (per la precisione 11.615) che, da sole, hanno contribuito a bruciare oltre 50 mila posti di lavoro. Un dato che dimostra quale sia la diffocltà delle aziende italiane sempre più in affanno per via della fortissima contrazione dei consumi e per la stretta sul credito messa in atto dalle banche che ha limitato fortemente la possibilità di ricorrere a finanziamenti e aperture di credito per superare il momento di difficoltà. Le aziende che hanno sofferto maggiormente nel corso del 2011 sono le piccole imprese, spesso a conduzione familiare e con massimo 4-5 dipendenti. E il trend sembra non voler invertire la rotta nemmeno nel corso del 2012 come testimoniano anche le ultime cronache che hanno raccontato dei suicidi dei piccoli imprenditori del nord.

Tra le regioni in testa alla classifica per il paggior numero di fallimenti, infatti, spicca proprio la Lombardia con oltre 2600 aziende che, nel corso del 2011, hanno chiuso i battenti. Al terzo posto si posiziona un’altra regione del nord, il Veneto, così come al 5° si posiziona l’Emilia Romagna e al 6° il Piemonte. Insomma il nord, a eccezione di Lazio e Campania, rispettivamente al 2° e al 4° posto, ricopre tutte le posizioni alte di questa triste classifica e rappresenta la zona più colpita del paese dai fallimenti delle imprese.

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