Rinnovabili: possibile riduzione degli incentivi

Brutte notizie per chi sperava di investire nell’energia rinnovabile. Stando alle indiscrezioni di questi ultimi giorni il governo starebbe lavorando al Quinto Conto Energia (che andrà a sostituire il quarto conto energia) all’interno del quale gli incentivi dovrebbero essere dimezzati rispetto a quelli precedenti. Nonostante il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, abbia dichiarato che “quello che ci interessa è l’effetto di volano sull’economia che queste nuove filiere possono avere” è altrettanto vero che il forte ritardo con cui verranno approvati i provvedimenti in materia non farebbe sperare a nulla di buono. In sostanza si dovrebbe passare dall’attuale stanziamento di 810 milioni di euro a circa 500 milioni l’anno che verranno impegnati fino alla fine del 2014. Una riduzione del 40% degli stanziamenti che rischiano di impattare fortemente sul settore.

Non a caso le associazioni di settore, tra cui l’Anev e la Federpern, chiedono di velocizzare lo sviluppo dei provvedimenti per fare chiarezza sulla direzione che il governo intende prendere mentre Francesco Starace, amministratore delegato di Enel Green Power, ha sottolineato come “In Italia dal 2013 in avanti c’è poca chiarezza sulla remuneratività degli impianti, speriamo che i decreti attuativi usciranno a settimane“.

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Pasqua più povera per il 71% degli italiani

Con la benzina a 2 euro e la prospettiva di veder decurtati, a partire da Marzo, da un minimo di 50 ad un massimo di 190 euro per via dell’addizionale irpef gli italiani passeranno le vacanze di Pasqua a casa. Secondo una prima stima realizzata dall’Adoc, infatti, ben il 71% dei cittadini passerà le vacanze di Pasqua a casa insieme a parenti e amici mentre solo il 29% partirà per un week end fuori porta. E anche tra chi parte le cose non sono poi tutte rose e fiori. Tra i fortunati che potrenno permettersi una vacanza il 56% resterà fuori solo una notte, il 41% farà una gita di una sola giornata e solo il 4% opterà per un soggiorno di almeno 3 notti. Secondo la nota associazione dei consumatori la colpa maggiore sarebbe da imputare al caro benzina che, come abbiamo avuto modo di verificare con la nostra inchiesta, ha fatto lievitare il prezzo del pieno fino al 95% in soli 12 anni.

Secondo l’Adoc fare un pieno oggi costa circa il 18% in più che a Pasqua 2010 con un rincaro medio di circa 14 euro a pieno al punto tale che molti giovani trovano più conveniente prenotare un volo low cost per qualche capitale europea che non prendere l’auto per recarsi a visitare qualche città italiana. Basti pensare che, ancora oggi, compagnie come Ryanair o Easyjet riescono a proporre biglietti aerei a meno di 15 euro a tratta risultando molto più economici della nostra cara vecchia auto.

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Vino: il mercato vale 4,4 miliardi di euro

Finalmente una buona notizia che vede crescere il nostro paese in uno dei settori chiave per la nostra economia, ossia la produzione di vino. Secondo gli ultimi dati Istat diffusi in occasione di Vinitaly, la più importante manifestazione del settore, il mercato del vino ha subito, nel 2011, una crescita del 12% arrivando ad un valore d’affari di circa 4,4 miliardi di euro. Nel corso dello scorso anno, infatti, sono stati venduti oltre 24 milioni di ettolitri di vino con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Insomma nonostante la crisi il vino italiano continua a riscuotere un enorme successo specialmente all’estero dove viene apprezzata la qualità della nostra produzione frutto di secoli di tradizione.

Ma a Vinitaly è stato possibile fare il punto della situazione anche di quelle che potrebbero essere le previsioni di crescita per il futuro in un mercato che ci vede leader ormai da decenni. Prospettive tutt’altro che negative visto che molti paesi emergenti come il Brasile, tanto per fare un esempio, hanno cominciato ad interessarsi al nostro vino in maniera molto più significativa.

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Aumenta l’Irpef, stangata per i dipendenti

Brutte notizie per i dipendenti che vedranno ridursi la busta paga di Marzo per via dell’aumento delle addizionali Irpef regionali e comunali. Secondo il Caf-Cisl nazionale, infatti, le buste paga saranno più leggere da un minimo di 51 euro ad un massimo di 137 euro a seconda del valore della busta paga.A questo aumento andrà ad aggiungersi quello delle aliquote comunali che potrebbero portare le trattenute aggiuntive fino ad un massimo di 193 euro. Insomma, arriva l’ennesima stangata per i dipendenti che, oltre a veder aumentare continuamente i prezzi dei principali prodotti di prima necessità, vedranno ridursi ulteriormente la propria busta paga.

Secondo il Caf Cisl le buste paga a Marzo potrebbero essere più leggere da un minimo di 51 euro per una busta paga di 1200 euro ad un massimo di 193 euro per una busta paga di 3200 euro al mese. Ovviamente le trattenute varieranno in funzione delle variazioni dell’addizionale Irpef su base territoriale (regionale e comunale).

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BTP Italia: il tesoro ne vende oltre 7 miliardi

Neanche le più rosee previsioni degli analisti avevano immaginato che si potesse arrivare a tanto: i BTP Italia hanno superato i 7 miliardi di euro con una domanda che ha lasciato sbalordito il tesoro italiano. L’obiettivo, infatti, era quello di raggiungere i 2 miliardi di euro mentre in realtà il collocamento ha permesso al tesoro di recuperare quasi il quadruplo, ossia 7,29 miliardi di euro. Insomma gli italiani credono nell’economia del paese e investono nei titoli di stato approfittando della possibilità, offerta per la prima volta con questo BTP Italia, di acquistare direttamente via web comodamente da casa o dall’ufficio utilizzando una piattaforma abilitata per il trading online. Ma cosa ha spinto veramente gli italiani a investire i propri risparmi in questo strumento?

In effetti una forte spinta è stata data dal fatto che il BTP Italia avrà una remunerazione fissa, che è stata fissata alla quota del 2,45%, più una remunerazione legata all’inflazione italiana che, secondo le stime, dovrebbe aggirarsi intorno al 2,3% portando il rendimento effettivo al 4,83%. Senza contare che l’Iva, che il governo potrebbe decidere di aumentare ad Ottobre, potrebbe far lievitare ancora di più l’inflazione aumentando il rendimento del titolo.

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5 lavori alternativi per uscire dalla crisi

Con la disoccupazione giovanile al 28% sono sempre di più i ragazzi sotto i 35 anni di età che faticano a trovare un impiego. Nonostante la fatica di anni di studio, infatti, anche chi ha conseguito una laurea fatica a trovare un lavoro visto che le aziende sono più propense a licenziare che ad assumere. Tuttavia, con un po di inventiva e tanta buona volontà è possibile sfruttare alcune delle proprie capacità per trovare un lavoro, per così dire, “alternativo”. Tra i giovani, per esempio, ci saranno tantissimi ragazzi che sanno usare molto bene i social network ma quanti di loro hanno pensato di sfruttare questa capacità anche per trovare un lavoro presso qualche azienda? Eppure il social media specialist è una figura estremamente ricercata.

Proprio per questo abbiamo voluto raccogliere, in questa guida, una serie di 5 lavori alternativi adatti ai giovani (ma non solo) con cui è possibile uscire dalla crisi e smarcarsi dal concetto di lavoro come lo abbiamo inteso fino ad oggi. Sono lavori che possono essere svolti anche senza una preparazione scolastica o accademica apposita ma, semplicemente, sfruttando le proprie passioni, conoscenze e capacità.

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