Aumenta l’Irpef, stangata per i dipendenti

Brutte notizie per i dipendenti che vedranno ridursi la busta paga di Marzo per via dell’aumento delle addizionali Irpef regionali e comunali. Secondo il Caf-Cisl nazionale, infatti, le buste paga saranno più leggere da un minimo di 51 euro ad un massimo di 137 euro a seconda del valore della busta paga.A questo aumento andrà ad aggiungersi quello delle aliquote comunali che potrebbero portare le trattenute aggiuntive fino ad un massimo di 193 euro. Insomma, arriva l’ennesima stangata per i dipendenti che, oltre a veder aumentare continuamente i prezzi dei principali prodotti di prima necessità, vedranno ridursi ulteriormente la propria busta paga.

Secondo il Caf Cisl le buste paga a Marzo potrebbero essere più leggere da un minimo di 51 euro per una busta paga di 1200 euro ad un massimo di 193 euro per una busta paga di 3200 euro al mese. Ovviamente le trattenute varieranno in funzione delle variazioni dell’addizionale Irpef su base territoriale (regionale e comunale).

Dall’addizionale saranno esclusi solamente i pensionati e dipendenti con un redditto basso, ossia tutti i pensionati che guadagnano meno di 7535 euro all’anno e i dipedenti che guadgnano meno di 8030 euro.

Ma al salasso dell’addizionale irpef non sarà l’unico salasso a gravare sui redditi degli italiani. A giungo, infatti, ci sarà il pagamento della nuova Imu, ossia la nuova ici che sarà valida anche sulla prima casa e che aumenterà la pressione fiscale sulle seconde case.

Infine come non considerare anche l’ipotesi dell’aumento dell’iva che ad Ottobre potrebbe salire dal 21 al 23% provocando un ulteriore aumento dell’inflazione e in particolare di tutti quei beni di prima necessità che già negli ultimi mesi hanno visto crescere il proprio costo.

Insomma il 2012 sarà ricordato dagli italiani come uno degli anni più duri di sempre come testimoniano gli ultimi dati sul consumo di carburante: gli italiani, con la benzina ormai prossima ai 2 euro, lasciano sempre più spesso l’auto a casa consumando il 20% in meno di un anno fa.

D’altronde da un lato appare chiara la necessità, da parte dello stato e degli enti locali, di rimettere in sesto il bilancio pubblico ma, dall’altra, non riusciamo a capire come l’economia possa ripartire se non si interviene per calmierare i prezzi dei carburanti (che indirettamente incidono anche sull’aumento di molti altri prodotti di prima necessità, come quelli alimentari) e delle imposte sulla buste paga per aumentare il potere di acquisto delle famiglie italiane sempre più sotto pressione per via della forte crisi che il paese e l’Europa tutta stanno attraversando.

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