Quando la scorsa settimana lo spread era sceso sotto i 300 punti base sui media italiani aleggiava una sorta di ottimismo che poteva indurre, i meno smaliziati, a pensare che il peggio fosse passato. Invece la crisi è ancora molto lontana dall’essere superata. Questa affermazione non si basa su un’opinione personale di chi scrive ma una semplice deduzione frutto di un’analisi dei dati relativi all’economia reale. Troppo spesso, infatti, i giudizi dei media si fanno abbagliare dall’andamento dei mercati che, in questo particolare contesto storico, non rispecchiano quasi per niente l’economia reale, quella dove si fatica a trovare un lavoro, quella dove le aziende chiudono ogni giorno e dove il numero di paesi a rischio default aumenta invece che diminuire. Leggendo molti quotidiani economici o siti di finanza si poteva pensare che risolto il caso della Grecia i problemi fossero finiti.

Invece ecco che subito dopo si sono accesi i riflettori sul Portogallo e su un’Irlanda a metà strada tra il salvataggio e il rischio di non riuscire a ripagare i debiti. Scopriamo così che l’Olanda, che tanto aveva parlato male dei paesi mediterranei incapaci, a suo dire, di gestire secondo i parametri concordati i propri bilanci, sia uno dei paesi (insieme alla Spagna) che non centrerà gli obiettivi di deficit imposti dall’Unione Europea.



