Rc auto: aumenta il divario tra Nord e Sud

Il 2011 è stato un anno particolarmente negativo per il settore delle assicurazioni auto, che hanno conosciuto rincari allarmanti e sembrano destinate a subire la stessa sorte nel corso del 2012. Uno dei temi più discussi è la possibilità di “guida accompagnata” anche all’età di 17 anni, cosa che consentirà a un minorenne di mettersi al volante se affiancato da un esperto (generalmente il padre), ma che farà lievitare il costo dell’Rc auto di quest’ultimo. Per non parlare del federalismo fiscale, con le province che potranno scegliere di aumentare le imposte dell’assicurazione e portare l’aliquota al 3,5%.

Una recente indagine di Altroconsumo, inoltre, ha dimostrato che il divario tra le tariffe applicate nel Nord e quelle applicate nel Sud è in costante crescita, con le regioni meridionali che guidano la triste classifica delle polizze più care.

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Italiani sempre più poveri: si torna agli anni 90

Gli italiani stanno velocemente diventando più poveri. Questo è quanto emerge dal rapporto dell’Istat sul rapporto tra prezzi e salari che vede le famiglie italiane perdere costantemente potere di acquisto tanto da essere tornati sui livelli dei primi anni 90. Un aspetto della crisi economica che abbiamo più volte documentato e che sta assumendo un aspetto sempre più drammatico ogni giorno che passa. Le recenti misure di austerity volute dal governo per contenere il debito pubblico rischiano, purtroppo, di peggiorare la situazione. E se gli italiani perdono potere di acquisto a risentirne è l’intera economia come testimoniano i recenti dati sui fallimenti delle imprese.

Basti pensare che secondo i dati diffusi dall’Istat le retribuzioni contrattuali orarie sono salite a Dicembre solo dell’1,4%, ossia il dato peggiore dal 1999. Se consideriamo che i prezzi al consumo sono aumentati del 3,3% ci rendiamo conto di come il potere di acquisto degli italiani si stia deteriorando rapidamente.

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Crisi: Portogallo vicino al default

Le attenzioni del mondo economico sono puntate, nelle ultime settimane, tutte sulla Grecia e sulla trattativa per la ristrutturazione del debito. Tuttavia sta assumendo connotati drammatici anche la situazione del Portogallo i cui titoli di stato con scadenza a 5 anni hanno raggiunto un rendimento del 18% con uno spread sui titoli tedeschi prossimo ai 1200 punti. Una situazione gravissima che non lascia presagire nulla di buono viste anche le caratteristiche dell’economia del paese basata molto sull’indebitamento sia per quanto riguarda le famiglie che le imprese. Insomma sembra che all’orizzonte dell’Europa stia per scoppiare un’altra bomba e per questo risulta determinante chiudere quanto prima il caso Grecia.

Nel caso si dovessero accavallare i 2 default, infatti, il problema potrebbe riesplodere e potrebbe ricominciare la pressione anche sui titoli italiani, spagnoli e francesi creando non pochi problemi all’intera eurozona. Tornando al Portogallo se è vero che il governo nega che il paese sia in un momento di grandissima difficoltà non la pensa così il presidente della confindustria portoghese che, invece, sostiene che ci sia la necessità di richiedere ulteriori aiuti internazionali.

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Ericsson pubblica risultati deludenti

Tra gli analisti e gli azionisti più delusi di questo primo mese dell’anno vi sono certamente quelli di Ericsson. Il colosso della telefonia svedese ha infatti pubblicato dati con utili netti in significativo calo, trascinati a loro volta al ribasso da un giro d’affari in flessione nel mercato statunitense, e a causa di una serie di contratti meno remunerativi siglati all’interno dei principali mercati del vecchio Continente. Sulla base di quanto sopra, la società scandinava ha dovuto riportare profitti netti in calo del 73% a quota 1,15 miliardi di corone (circa 170 milioni di dollari).

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Trimestrale Apple da record

Trimestrale record per Apple quella relativa al primo esercizio fiscale: numeri da capogiro, che hanno superato le attese degli analisti americani, e hanno rilanciato l’estremo appeal commerciale e l’accortezza finanziaria della società di Cupertino, che può ora puntare al compimento di un 2012 all’insegna dei nuovi successi, azionari compresi. Stando a una nota diramata dai vertici societari, il primo trimestre dell’anno fiscale è stato chiuso con un utile netto pari a 13,06 miliardi di dollari, e con giro d’affari pari a 46,33 miliardi di dollari.

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Eurispes: italiani più poveri

Quello che emrge dall’ultimo rapporto dell’Eurispes non è per niente positivo: italiani più poveri e costretti ad utilizzare i risparmi per arrivare alla fine del mese. Questo (e molto altro) è quello che traspare dai dati diffusi ieri, dati che permettono di delineare le problematiche a cui gli italiani devono far fronte ogni giorno da un anno a questa parte. Ma dal report traspare anche una sempre minor fiducia nelle istituzioni e una difficoltà crescente a far fronte ai debiti contratti negli anni passati, specialmente per quanto riguarda i mutui per la casa e i prestiti personali.

Secondo l’Eurispes oltre il 70% delle persone non riescono a risparmiare e ben il 24,9% ha delle serie difficoltà a far fronte alla propria rata di mutuo, mentre il 18,9% non riesce a pagare l’affitto. Ma il dato che lascia l’ìamaro in bocca è quello relativo alla quota di italiani che si dice sicura di riuscire a risparmiare nei prossimi 12 mesi, ossia smeno del 5%.

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