Presentato il Maxiemendamento al senato

Dopo la terribile giornata di ieri con lo spread che ha raggiunto il terribile livello di 575 punti bisogna fare presto e bene. Il maxiemendamento è stato presentato al senato e, parole del capo dello stato, deve essere approvato in tempi brevissimi. Per favorire questo il ministro Tremonti ha annunciato che sono state tolte tutte le modifiche all’articolo 18, così da raccogliere il consenso più ampio possibile.

Tra le altre voci di rilievo ci sono le pensioni, la mobilità per gli statali in esubero e un aumento sul costo dei carburanti. Tutte misure che ci sono state richieste anche dall’Unione Europea per rafforzare il nostro bilancio e tagliare la spesa pubblica.

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Riparte l’attacco ai BTP: non c’è più tempo

Bisogna fare presto, servono misure urgenti oggi. Le voci che si rincorrono parlano di una probabile nomina di Monti a capo di un governo tecnico entro il fine settimana. Ma la nomina bisogna farla oggi perchè il week end appare troppo lontano. Stamattina è subito ripartito l’attacco ai BTP italiani con uno spread che ha prima raggiunto quota 570 punti per poi riscendere a quota 530.

Il tempo è ormai definitivamente scaduto. O si fa subito quello che si deve fare o lo spettro del fallimento per il nostro paese sarà molto di più di un semplice rischio.

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Benzina: previsti ulteriori aumenti

In uno scenario di crisi economica come quello che stiamo vivendo in questi ultimi giorni risparmiare sulle spese di tutti i giorni è fondamentale per far quadrare il budget familiare. La benzina, con gli aumenti di quest’anno e gli scioperi di questi giorni, è una delle voci di spesa più importanti e, diciamolo pure, una delle più fastidiose. Il prezzo dei carburanti ha raggiunto livelli impensabili fino a poco tempo fa. Per acquistare un litro di benzina occorrono almeno 1 euro e 60-65 centesimi, mentre per il diesel ne “bastano” circa 10 centesimi in meno. Prezzi giudicati troppo alti anche dalle associazioni dei consumatori che in più occasioni hanno manifestato al governo la necessità di effettuare maggiori controlli sui prezzi alla pompa.

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Prestiti alle imprese, cala il ritmo di concessione

I prestiti bancari alle imprese hanno subito un evidente rallentamento durante il terzo trimestre dell’anno. A sostenerlo è il consueto rapporto annuale sulla “Economia delle regioni italiane”, predisposto a cura della Banca d’Italia, e ora certificatore di uno scenario piuttosto critico in merito alle politiche creditizie adottate dagli istituti di credito nazionali.

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Cosa succede se l’Italia fallisce?

La situazione al momento si fa sempre più drammatica. Come abbiamo detto l’Italia è sotto attacco e il rischio di fallimento si fa ogni momento più vicino. Lo spread appare ormai fuori controllo avendo raggiunto quota 570 punti (575 per l’esattezza) nonostante il massiccio intervento della BCE. Moltissimi economisti in queste ore stanno cercando di studiare possibili scenari: cosa succederà se l’Italia dovesse fallire? Un’economia grande come quella del nostro paese è sempre stata giudicata come “troppo grande per fallire” ma a questo punto il rischio non sembra più così lontano.

 

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Spread oltre 570 punti: è crisi Italia

Il momento che tutti aspettavamo con terrore è arrivato: lo spread tra BTP e Bund tedeschi è arrivato a 570 punti percentuali e i tassi di interesse dei titoli di stato a 5 anni sono saliti oltre la soglia di massimo allarme del 7% (per l’esattezza 7,3%). Malissimo anche Piazza Affari, che perde oltre il 4%, dove l’imperativo sembra essere quello di vendere tutto.

L’impressione è che i mercati non si accontentino della promessa di dimensioni di Silvio Berlusconi ma vogliano un cambio di leadership subito, come testimonia il titolo Mediaset che perde il 9,17%.

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