Al via la competizione Toyota Volkswagen

Volkswagen, il più importante produttore europeo di autovetture, ha annunciato degli ambiziosi piani di crescita delle proprie vendite, al fine di spodestare dal trono del settore auto motive l’attuale numero uno, la giapponese Toyota Motor. Il progetto, ambizioso, della compagnia tedesca dovrebbe portare la casa a superare il colosso nipponico che si è imposto come il primo produttore di autoveicoli al mondo.

Stando a quanto dichiarato in un comunicato stampa dalla sede di Wolfsburg, l’azienda ha la volontà di incrementare le vendite di proprie auto a oltre 10 milioni di unità entro il 2018, senza tenere conto dell’apporto che potrebbe avere il marchio Porsche, pienamente integrato solamente a partire dal 2011.

Durante il corso del 2009 la società ha avuto modo di collocare sul mercato 6,29 milioni di auto, con un incremento lieve – l’1,1% – rispetto al 2008. Di contro, Toyota ha prontamente manifestato l’esistenza di dati aziendali commerciali ben più importanti, con una crescita delle vendite del 2009 pari al 13% a 7,81 milioni di veicoli, comprendendo anche l’attività delle aziende affiliate.

Entro il 2018, tuttavia, Volkswagen sembra esser convinta del potenziale sorpasso nei confronti della concorrente giapponese: tra gli obiettivi della compagnia tedesca, quello relativo allo sviluppo delle vendite di tutte le proprie divisioni, comprendendo – in questo fine – anche la Audi e la ceca Skoda.

Ricordiamo inoltre che, stando ai dati di Borsa, l’attuale valore di mercato di Volkswagen è pari a 25,7 miliardi di euro. Ovviamente sugli sviluppi futuri della corsa all’ambito posto di numero 1 tra i produttori mondiali di automobili peseranno le decisioni aziendali delle 2 case automobilistiche e la capacità di interpretare gli sviluppi di un mercato che sta soffrendo in maniera particolare l’attuale crisi economica.

A nostro avviso chi saprà meglio posizionarsi sui mercati emergenti avrà la possibilità di godere di un vantaggio non indifferente visto che da qui ai prossimi anni saranno proprio quelle dei paesi emergenti le uniche economie che potranno vantare volumi di crescita significativi.

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