Il prestito della speranza per le famiglie in difficoltà

Da un accordo tra la Conferenza Episcopale Italiana e l’Associazione bancaria italiana è nato il prestito della speranza, un prodotto pensato per aiutare le famiglie in difficoltà economica che necessitano di liquidità. Un numero in continua crescita anche a causa del dilagare della crisi economica che ha bruciato migliaia di posti di lavoro spingendo la disoccupazione giovanile al 29%. Questo prestito presenta delle condizioni particolarmente vantagiose visto che l’obiettivo con cui nasce è proprio quello di aiutare chi ha perso il lavoro, i lavoratori precari e chiunque abbia delle reali e dimostrabili difficoltà economiche.


 

Ecco tutti i dettagli:

Prestito della speranza

Ogni parocchia può segnalare all’ufficio diocesano incaricato, i nominativi delle famiglie in difficoltà. Una volta effettuati tutti i controlli del caso per verificare che non sussistano brogli la richiesta viene trasmessa all’istituto di credito che dovrà dare una risposta entro 15 giorni.

Ogni famiglia riceve un importo massimo di 6 mila euro da restituire in massimo 5 anni con rate mensili a partire dai 12 mesi successivi all’erogazione del finanziamento così da avere la possibilità di seperare il momento di difficoltà.

Anche il tasso di interesse è estremamente agevolato visto e considerato che non può essere superiore al 4%.

Tra i requisiti più importanti per richiedere il prestito della speranza, come abbiamo già detto, è la reale difficoltà economica del nucleo familiare che può essere con e senza figli. C’è da sottolineare che il finanziamento viene concesso anche alle coppie separate se a richiederlo è il coniuge con cui vivono i figli.

Insomma un aiuto importante che può permettere di superare un momento di difficoltà dovuto alla perdita del lavoro, alla chiusura della propria attività o a qualsiasi altro evento.

Per maggiori info: prestitodellasperanza.it

4 Comments

  1. gamarra laura 15 Marzo 2012
  2. Giovanni Vitolo 30 Marzo 2012
  3. admin 30 Marzo 2012
  4. antonio paoletta 23 Aprile 2014

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