Conti correnti nella dichiarazione dei redditi

Come noto, dalla prossima dichiarazione dei redditi il contribuente avrà l’obbligo di indicare gli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con gli intermediari finanziari durante il periodo d’imposta oggetto della dichiarazione. Una novità che va a interessare coloro che presentano dichiarazioni dei redditi e dell’Iva, e che dovrebbe permettere all’Agenzia delle Entrate di poter trarre delle liste “selettive” di contribuenti da sottoporre a controllo. Una novità che sta destando molto clamore tra le parti sociali (specialmente tra le associazioni di categoria interessate) e i cui sviluppi sono ancora molto incerti.

A terminare nella dichiarazione dei redditi non saranno tuttavia solamente i rapporti di conto corrente, come è stato in un primo momento preannunciato, ma tutte le relazioni tenute presso gli intermediari bancari, le Poste, le imprese di investimento, le società di gestione del risparmio e qualsiasi altro intermediario finanziario.

Coloro che ometteranno (o lo faranno in maniera errata) la comunicazione non andranno incontro ad alcuna penale specifica. È tuttavia molto probabile che a tale omessa o errata comunicazione si possa applicare in linea estensiva quanto previsto per le violazioni relative al contenuto e alla documentazione della dichiarazione, per un importo compreso tra i 258 euro e i 2.065 euro.

Per quanto concerne la decorrenza, questa è prevista per le dichiarazioni Unico 2012 e, pertanto, per l’attuale periodo d’imposta. Il nostro consiglio è pertanto quello di iniziare ad annotare tutti gli estremi degli operatori di cui ci si è serviti nel corso del 2011, al fine di non farsi trovare impreparati al momento della dichiarazione.

I dati così comunicati, come abbiamo già esposto in apertura, serviranno all’Agenzia delle Entrate per poter effettuare dei controlli selettivi, che saranno tuttavia preceduti da una fase di consultazione nei confronti delle associazioni degli operatori finanziari, finalizzata a poter determinare una lista di potenziali sospetti evasori nel più breve tempo possibile. Le fasi successive saranno quindi quelle dell’invito al contribuente nel fornire dati e notizie integrative, seguite dal potenziale accertamento e dalle possibili conseguenze sanzionatorie.

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