Compagnie aeree: profitti in aumento ma non per Alitalia

Dopo la buona notizia diffusa dallo Iata (International Air Transport Association) che ha reso noto dell’andamento positivo del settore aereo, si guarda con grande attenzione alla nostra compagnia di bandiera, l’Alitalia, che da troppo tempo si trova in una situazione di costante precarietà. Stando a quanto diffuso dallo Iata, infatti, le principali compagnie aeree raggiungeranno, nel 2013, l’80,3% di posti occupati per un totale di 3,13 miliardi di passeggeri che rappresenta anche un record mai raggiunto prima. Questo è stato possibile grazie al pesante taglio dei costi effettuato dalle stesse compagnie e al minor costo del carburante. Non male, specialmente se si prende in considerazione il difficile contesto economico che stiamo attraversando ormai da 5 anni a questa parte. A questo punto, in virtù di questi dati, ci si dovrebbe tranquillizzare per la situazione di Alitalia.

Aereo alitalia in volo
Aereo alitalia in volo

Invece le cose non stanno così. La nostra compagnia di bandiera, infatti, può “vanatare” (si fa per dire) una percentuale di riempimento dei propri aereomobili di circa 10 punti percentuali inferiore rispetto alla media registrata dallo Iata fermandosi al solo 70%. Inoltre se le altre principali compagnie (come Air France-KLM, Lufthansa o British Airways) guadagnano circa 4 dollari a passeggero, Alitalia presenta conti costantemente in rosso.

Ma come è possibile tutto ciò? Perchè c’è questa differenza così marcata?

Noi abbiamo cercato di capirci qualcosa in più e siamo giunti alle nostre conclusioni. Alitalia ha ridotto drasticamente le rotte intercontinentali, ossia quelle dove si guadagna di più, e ha mantenuto quelle in Europa dove la guerra di prezzo è molto pesante.

Non a caso abbiamo provato a fare un raffronto cercando voli Roma Londra su expedia.it, uno dei punti di riferimento per il turismo e la prenotazione di voli sul web, e il risultato è stato alquanto eloquente. I prezzi di Alitalia sono, spesso, il doppio o il triplo di quelli che si possono trovare. E parliamo sia di compagnie a basso costo come Easyjet e Vueling ma anche di big come Swiss Air o Lufthansa.

E, ovviamente, la tratta Roma Londra è solo un esempio perchè, a meno di particolari offerte, la situazione si ripete per gran parte delle tratte più interessanti.

Insomma non c’è storia, la nostra compagnia di bandiera non è competitiva e non riesce a stare nel difficile mercato europeo nonostante l’operazione finanziaria che portò a scorporare la società in bad e good company accollando allo stato (cioè a tutti noi) i debiti e lasciando agli imprenditori solo la parte “buona”. Ma allora perchè non sono state fatte scelte differenti? Perchè non si punta su rotte più redditizie?

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