La BCE porta i tassi a 1,25% e Milano vola

La prima decisione presa dal neo governatore della BCE, il nostro Mario Draghi, fa ben sperare per il proseguio del suo mandato. A sorpresa, infatti, ha deciso di abassare i tassi all’1,25% e subito le borse europee (che erano tutte con il segno negativo) hanno virato portandosi ampiamente verso lidi più sicuri.

Non solo, dopo aver abbassato di un quarto di punto percentuale il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento l’euro ha recuperato parte di quello che aveva perso nei giorni scorsi nei confronti del dollaro.

Recuperano qualcosa anche i nostri BTP che dopo aver raggiunto lo spread massimo di 461,6 punti percentuali rispetto ai bund tedeschi, tornano su livelli più rassicuranti, ossia sotto quota 430. Bene, anzi molto bene, Milano che dopo un avvio negativo alle ore 14,30 circa si attestava su un +3,23% (indice FTSE MIB) che lascia intravedere uno spiraglio per il proseguimento del pomeriggio.

A trainare la borsa di Milano ci sono, guarda caso, proprio quei titoli che in questi giorni avevano fatto registrare i maggiori ribassi: parliamo di Fiat, Fiat Industrial, Finmeccanica e Unicredit tutte nell’ordine del 6-7%.

Intano si aspetta con ansia la fine del G20dove il premier Silvio Berlusconi sembra aver rassicurato gli altri membri del vertice sulla rapidità dell’attuazione dei provvedimenti economici presentati all’Europa nella lettera di intenti di cui tanto si è discusso in questi giorni.

Stando alle parole di Berlusconi si può ipotizzare che verrà messa la fiducia sul decreto legislativo per evitare la discussione in parlamento delle misure visto, tra l’altro, che tutte le opposizioni e i sindacati sono contrari a buona parte degli impegni presi.

Tuttavia se il fronte politico rimane incandescente forse ancor di più di quello economico con le opposizioni (e ora anche una piccola parte della maggioranza) che chiedono le dimissioni del premier e la lega nord che parla di voto anticipato. Insomma la situazione resta molto tesa ma quello che è sicuro è che l’aver abbassato i tassi di interesse sembra aver concesso qualche momento di relativa tranquillità per poter agire senza la pressione dei mercati finanziari che martedì avevano letteralmente fatto terra bruciata.

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